Leone, il filo del giorno ·

Acerra: “Potranno queste ossa rivivere?”. Il Papa nella Terra dei Fuochi

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Foto della puntata del 23 maggio 2026: Acerra: “Potranno queste ossa rivivere?”. Il Papa nella Terra dei Fuochi
Foto Vatican Media

Papa Francesco aveva desiderato venire qui e non gli fu possibile. Oggi Leone XIV realizza quel desiderio: vola ad Acerra, entra nella cattedrale con i familiari delle vittime dell’inquinamento, poi scende in piazza con i sindaci. Due ore intense, alla vigilia di Pentecoste.

In Cattedrale, con i familiari delle vittime e il clero, Leone XIV legge Ezechiele: il profeta davanti alla valle di ossa inaridite. La domanda di Dio - “Potranno queste ossa rivivere?” - diventa la domanda di questa terra. Il Papa risponde con la fede del profeta: “Signore, tu lo sai”. E aggiunge che il miracolo non avviene in una volta sola: “Se ci si ferma, si torna indietro”. Chiede alle famiglie colpite di “generare vita nuova trasmettendo il senso di responsabilità che troppe volte è mancato”. Al clero: scardinare la cultura del privilegio e della prepotenza.

In Piazza Calipari, con i sindaci e i fedeli, il tono cambia ma il messaggio no. Leone XIV ricorda che “il fatalismo, il lamento, lo scaricare la colpa sugli altri sono il terreno di coltura dell’illegalità”. Rilegge la Laudato si’ con gli occhi di questa terra e chiede un “vero cambiamento di mentalità economica, civile e perfino religiosa”. Un passaggio inatteso: il nome “terra dei fuochi” rimanda ai roghi accesi ai margini delle città “da minoranze respinte ed emarginate”. La via giusta è contrastare l’emarginazione, non gli emarginati.

Nella stessa giornata, Leone XIV nomina vescovo di Locri-Gerace mons. Cesare Di Pietro, finora ausiliare di Messina. Una diocesi calabrese che confina con territori ad alta densità di criminalità organizzata: anche qui la Chiesa cerca un pastore per terre difficili.

Il filo del giorno è la profezia come azione, non come lamento. Leone XIV è venuto nella Terra dei Fuochi non per denunciare soltanto, ma per dire che lo Spirito può rientrare nelle ossa inaridite.