Leone, il filo del giorno ·

La cananea e le briciole: “La tavola di Dio è preparata per tutti”. Appello per la Cisgiordania

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Foto della puntata del 16 agosto 2026: La cananea e le briciole: “La tavola di Dio è preparata per tutti”. Appello per la Cisgiordania
Foto Vatican Media

All’Angelus in Piazza della Libertà, a Castel Gandolfo, Leone XIV rilegge l’incontro tra Gesù e la donna cananea. Una straniera che non appartiene al popolo eletto e che pure lo segue “come una discepola che ha già un legame con Lui”, chiedendo non qualcosa per sé ma la pace per la figlia tormentata. I discepoli la considerano molesta, lo stesso Maestro resiste: eppure la fede era già sorta in lei.

Da qui una lettura sorprendente dell’obbedienza di Cristo, che compie la sua missione “lasciandosi colpire da ciò che vede e ascolta”. Il Papa ne trae un criterio per la Chiesa di oggi: comunicare la pace oltre i confini già tracciati, perché la grazia precede la missione e opera nel segreto delle coscienze. Anche gli incontri che disturbano i nostri piani chiedono di tendere l’orecchio e aprire il cuore.

Dalla cananea si impara umiltà e determinazione. E si impara che a nessuno sono riservate le briciole, perché ciascuno presso il Padre ha il proprio posto. Alla luce di questa fede, avverte Leone XIV, “diventano insopportabili le diseguaglianze, le discriminazioni, le barriere che calpestano la dignità di troppi figli e figlie di Dio”.

Dopo la preghiera mariana l’appello: cessino “le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania” e la comunità internazionale faccia progredire con urgenza la soluzione a due Stati, per una pace giusta e duratura. Uno sguardo anche ai Giochi del Mediterraneo al via a Taranto, con l’augurio che siano “una profezia di pace e di fratellanza” tra i popoli. Benedizione, infine, ai pellegrini polacchi diretti al santuario di Piekary Śląskie.

Il filo del giorno: una donna straniera che non accetta di restare fuori dalla porta e un popolo civile colpito nei territori. Il Vangelo di oggi e la cronaca si sfiorano nello stesso punto, quello in cui i confini decidono chi ha diritto a un posto a tavola. La fede, quando è vera, rende quei confini insopportabili.