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<title>Leone, il filo del giorno</title>
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<description>Ogni giorno, da dicembre 2025, una lettura delle notizie e degli appuntamenti di papa Leone XIV, tenuti insieme da un solo filo: udienze, viaggi, documenti, nomine, parole del Papa e della Santa Sede. La rubrica di Riccardo Benotti esce anche su LinkedIn.</description>
<language>it</language>
<copyright>Riccardo Benotti</copyright>
<item><title>Il Papa torna alla finestra: “Ho sentito davvero il vostro sostegno”. E annuncia il ritorno graduale alle attività</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-18/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-18/</guid><pubDate>Sun, 18 Oct 2026 14:21:56 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Ventiquattr’ore dopo le dimissioni dal Gemelli, Leone XIV si affaccia dalla finestra dello studio per il primo Angelus dopo l’intervento. In piazza San Pietro fedeli e pellegrini ad attenderlo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I ringraziamenti arrivano dopo la preghiera mariana e sono la parte più personale. “Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me. Ho sentito davvero il vostro sostegno.” Una riconoscenza particolare va ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del Policlinico. Poi la frase che resta: &lt;b&gt;questa esperienza “mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità&lt;/b&gt;”. Superata la fase delicata, annuncia che riprenderà gradualmente le sue attività.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La meditazione parte dal denaro mostrato a Gesù e dalla trappola dei farisei. “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” non è una divisione di territori, spiega il Papa: in Gesù si contempla &lt;b&gt;un Dio che non teme la storia e viene ad abitarla&lt;/b&gt;. Il suo Regno non toglie cariche e responsabilità umane, ma chiede di viverle senza compromessi, “liberi da cattive ambizioni e ingiusti interessi”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da qui il profilo che Leone XIV consegna ai fedeli, prendendolo paradossalmente dall’elogio che gli rivolsero i suoi avversari: “Essere veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene.”&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si celebra oggi la centesima Giornata Missionaria Mondiale. “Pensiamo a quanta storia missionaria in questi cento anni”, dice il Papa, invitando a pregare perché la Chiesa resti fedele al mandato del Risorto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in una malattia che diventa conoscenza. &lt;b&gt;Dopo quattro giorni in ospedale, Leone XIV parla dei malati come di gente di cui ora sa qualcosa in più&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-18.webp" type="image/webp" length="12568"/></item>
<item><title>Il Papa lascia il Gemelli e torna in Vaticano. Domani l’Angelus dalla finestra dell’appartamento pontificio</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-17/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-17/</guid><pubDate>Sat, 17 Oct 2026 16:51:50 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Quattro giorni dopo l’intervento al polmone destro, i medici giudicano Leone XIV idoneo alla dimissione. Nel primo pomeriggio il rientro in Vaticano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il dottor Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora comunicano che, in considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti in mattinata e valutato il quadro clinico, &lt;b&gt;il Santo Padre è stato giudicato idoneo alla dimissione&lt;/b&gt;. Il ricovero era cominciato il 13 ottobre, giorno dell’asportazione del lobo inferiore e della conferma istologica dell’adenocarcinoma.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La Sala Stampa aggiunge il dettaglio che ricolloca il pontificato nei suoi spazi abituali. Domani Leone XIV reciterà l’Angelus &lt;b&gt;dalla finestra dell’appartamento pontificio&lt;/b&gt;, e non dal decimo piano del Policlinico come si era ipotizzato nei giorni scorsi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ieri, mentre era ancora ricoverato, il Papa ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Nel corso della conversazione ha espresso “viva preoccupazione” per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua che consenta l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Ha infine ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dalle Chiese orientali, il patriarca greco-melkita Youssef Absi, col consenso del Sinodo dei vescovi, ha eletto Edouard Daher arcivescovo di Petra e Filadelfia in Giordania, trasferendolo dalla sede di Tripoli del Libano. Accolta la rinuncia di Joseph Gébara.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in una convalescenza che non ha sospeso nulla. &lt;b&gt;Da una stanza di ospedale Leone XIV ha chiesto una tregua per una città in cui mancano cibo e cure&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-17.webp" type="image/webp" length="21356"/></item>
<item><title>Il Papa celebra la Messa al Gemelli e ringrazia medici e infermieri. E alla FAO: “Il pane non deve mai essere usato come arma di guerra”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-16/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-16/</guid><pubDate>Fri, 16 Oct 2026 14:46:58 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Terzo giorno dopo l’intervento. Alle 12 Leone XIV celebra l’Eucaristia nella sala allestita al decimo piano, davanti a chi lo sta curando. In mattinata i controlli di routine confermano il miglioramento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla Messa sono presenti il personale medico e infermieristico dell’ospedale libero dal servizio in quel momento, insieme agli agenti della Gendarmeria vaticana. Nell’omelia il Papa ringrazia tutti, &lt;b&gt;medici, infermieri, inservienti&lt;/b&gt;, per il lavoro che svolgono ogni giorno prendendosi cura dei malati e della loro fragilità, e in modo particolare per quanto hanno fatto e fanno per lui.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel bollettino Luigi Carbone e Stefano Margaritora scrivono che gli esami del sangue e la radiografia del torace “hanno confermato il costante miglioramento delle condizioni generali”. Sono proseguite le sedute di fisioterapia respiratoria e il recupero post-operatorio permette ormai di svolgere le normali attività quotidiane “in completa autonomia”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dal reparto di Oncologia pediatrica dello stesso Policlinico arrivano al decimo piano alcune lettere e un disegno. Li hanno scritti i bambini ricoverati nel reparto, &lt;b&gt;che da un’altra stanza dello stesso ospedale condividono con lui l’esperienza della malattia&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Reso noto il messaggio per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, firmato il 12 ottobre, il giorno prima del ricovero. Sul tema “Innovare oggi per nutrire domani”, Leone XIV denuncia che in un’epoca di progresso senza precedenti “è intollerabile che il pane sia considerato un privilegio e l’acqua una merce contesa”. La fame, scrive, non è un’anomalia statistica ma il frutto della mancanza di volontà politica. Quando la tecnologia priva il suolo della fertilità o caccia i contadini dalle loro terre, non è progresso ma “una forma sofisticata di distruzione”. E chiede di riconvertire le risorse dell’industria bellica verso la ricerca agricola sostenibile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in chi ringrazia mentre è curato. &lt;b&gt;Dal letto di un ospedale Leone XIV chiede per tutti quello che in questi giorni riceve: cura, pane, attenzione&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-16.webp" type="image/webp" length="22364"/></item>
<item><title>La radiografia mostra la buona ripresa del polmone operato. Il Papa torna a lavorare e riceve il sostituto Rudelli</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-15/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-15/</guid><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 21:15:31 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Secondo giorno dopo l’intervento. Dal decimo piano del Gemelli arrivano i segnali che la Segreteria di Stato attendeva: controlli nella norma, autonomia recuperata, agenda riaperta.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel bollettino diffuso dalla Sala Stampa, Luigi Carbone e Stefano Margaritora scrivono che i controlli di routine sono risultati nella norma e che &lt;b&gt;la radiografia del torace ha mostrato la buona ripresa del polmone operato&lt;/b&gt;. Il Papa ha svolto le attività quotidiane autonomamente e la seduta di fisioterapia ha comportato attività motorie complete. Complessivamente il decorso post-operatorio procede regolarmente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In mattinata la notizia che Leone XIV ha trascorso bene la notte, si è alzato e ha fatto colazione. Ha poi concelebrato la Messa nella sala allestita al decimo piano, come già ieri pomeriggio, e ha ripreso l’attività lavorativa. Nel pomeriggio ha ricevuto monsignor Paolo Rudelli, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A margine di un evento all’Ambasciata dell’Iraq presso la Santa Sede, il cardinale Parolin parla di notizie positive e di un clima abbastanza sereno. &lt;b&gt;Essendo intervenuti all’inizio, dice il Segretario di Stato, c’è fiducia che il problema possa risolversi in tempi brevi e in maniera definitiva&lt;/b&gt;. La speranza è che il Santo Padre possa tornare presto a portare avanti il suo programma, il suo pontificato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel piazzale del Gemelli, davanti alla statua di Giovanni Paolo II, continua il via vai dei fedeli che recitano il Rosario e lasciano biglietti, candele e bandiere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La catena di preghiera prosegue nelle diocesi di tutto il mondo. Il filo del giorno sta in una convalescenza che somiglia a un pontificato. &lt;b&gt;Una Messa, una seduta di fisioterapia, un’udienza con la Segreteria di Stato&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-15.webp" type="image/webp" length="5166"/></item>
<item><title>Decorso regolare al Gemelli, il Papa ha ripreso a camminare e ha concelebrato la messa. E alle famiglie scrive: “Non mi è stato possibile essere tra voi”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-14/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-14/</guid><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 20:18:27 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Primo giorno dopo l’intervento di chirurgia toracica. Mentre in piazza San Pietro si chiude l’incontro sull’Amoris laetitia, Leone XIV segue dal decimo piano del Policlinico Gemelli.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il dottor Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora comunicano gli esiti degli esami del sangue e della radiografia del torace eseguiti in mattinata. Confermano un decorso post-operatorio regolare, con valori nella norma per il tipo di intervento. &lt;b&gt;Il Papa ha svolto la fisioterapia respiratoria e ha iniziato a camminare in stanza&lt;/b&gt;, con alimentazione ripresa regolarmente tra colazione e pranzo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Leone XIV ha concelebrato la Messa in una sala allestita al decimo piano. La cappellina abitualmente usata per le celebrazioni papali al Gemelli è in ristrutturazione, come l’appartamento che ospitò Giovanni Paolo II e Francesco. Il Papa si trova sullo stesso piano, ma in un’ala diversa da quella dei predecessori.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel messaggio inviato ai partecipanti dell’incontro sull’Amoris laetitia, datato 13 ottobre, il giorno dell’operazione, scrive: “Come sapete, in questi giorni non mi è stato possibile essere tra voi”. Ringrazia le famiglie che hanno raccontato gioie, difficoltà e speranze, e assicura che leggerà i frutti del lavoro svolto, offrendo “a suo tempo” le proprie riflessioni. &lt;b&gt;La richiesta finale è quella che ripete dal giorno dell’elezione&lt;/b&gt;: “&lt;b&gt;Vi chiedo di pregare per me, come io faccio per voi&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In piazza San Pietro la Messa conclusiva è stata presieduta dal cardinale Tagle, nuovo Decano, che ha letto l’omelia preparata dal Papa. Al centro l’inno alla carità di Paolo e un richiamo alla preghiera in famiglia, oggi “assai indebolita” in molte parti del mondo. Nella stessa celebrazione è stata manifestata la comunione ecclesiastica concessa da Leone XIV al Patriarca di Baghdad dei Caldei, Polis III Nona.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in una assenza che parla. &lt;b&gt;La settimana sulla famiglia si chiude senza chi l’aveva convocata, e le sue parole sulla fragilità tornano da una stanza di ospedale&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-14.webp" type="image/webp" length="7260"/></item>
<item><title>Il Papa operato al polmone: confermata la diagnosi di adenocarcinoma. L’intervento è riuscito</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-13/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-13/</guid><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 22:05:55 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Il bollettino della Sala Stampa, firmato dal dottor Luigi Carbone e dal professor Stefano Margaritora, comunica l’esito dell’intervento di chirurgia toracica a cui Leone XIV è stato sottoposto nel pomeriggio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per rendere radicale l’intervento è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro, con tecnica videoassistita. L’esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, &lt;b&gt;come già sospettato dagli esami pre-operatori&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Papa è rimasto in sala operatoria circa tre ore, con una durata effettiva dell’intervento di circa novanta minuti. “L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze”, scrivono i medici. Dopo l’operazione Leone XIV si è svegliato regolarmente ed è rientrato, dopo un breve periodo di osservazione, nella sua stanza al decimo piano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’équipe chirurgica era guidata dal professor Margaritora, coadiuvato dalla professoressa Elisa Meacci, dalla dottoressa Maria Teresa Congedo e dal dottor Leonardo Petracca Caravella. L’équipe anestesiologica era composta dal professor Massimo Antonelli, dal dottor Giovanni Punzo e dal dottor Giuseppe Bello.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ieri la Prefettura della Casa Pontificia aveva annullato &lt;b&gt;tutte le udienze fino a martedì 20 ottobre&lt;/b&gt;. Resta da definire il programma dei prossimi giorni, a partire dalla conclusione dell’incontro sull’Amoris laetitia, prevista per domani con la Messa in piazza San Pietro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in un pontificato che si ferma e attende. &lt;b&gt;La fragilità di cui Leone XIV ha parlato ai vescovi una settimana fa ora lo riguarda in prima persona&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-13.webp" type="image/webp" length="35908"/></item>
<item><title>Viola nuovo arciprete di San Pietro. E borse di studio per i cristiani di Libano, Siria e Iraq</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-10/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-10/</guid><pubDate>Sat, 10 Oct 2026 18:47:52 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Una settimana dopo la nomina di Gambetti a Chieti-Vasto arriva il successore in Basilica. E dall’udienza ai vescovi melkiti nasce un progetto concreto per le famiglie cristiane del Medio Oriente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Leone XIV nomina monsignor Vittorio Francesco Viola, francescano, Vicario Generale per la Città del Vaticano, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro e Presidente della Fabbrica di San Pietro. Finora era Segretario del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Al suo posto sale monsignor Aurelio García Marcías, che dello stesso Dicastero era Sotto-Segretario. &lt;b&gt;Un liturgista alla guida della Basilica più grande della cristianità&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Al Sinodo dei Vescovi greco-melkiti il Papa parte da Antiochia, dove i discepoli furono chiamati cristiani per la prima volta, e riconosce una vocazione precisa: “Voi siete i semi di comunione in terre che sono deturpate dalla violenza.” Poi un passaggio che vale come esame di coscienza per ogni episcopato: la tentazione di cercare “il potere invece del servizio, il profitto invece della trasparenza e dell’onestà e il successo personale invece della cura pastorale”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel corso dell’udienza l’annuncio reso noto dal Dicastero per le Chiese Orientali. Leone XIV dispone borse di studio che copriranno le rette scolastiche e universitarie dei figli delle famiglie cristiane più bisognose di Libano, Siria e Iraq. &lt;b&gt;L’obiettivo è che le famiglie cristiane “abbiano l’assistenza necessaria per restare in Medio Oriente&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ai direttori dei musei del mondo riuniti nel Bizot Group, una riflessione sulla materia che è dono, è duttile ed è memoria. L’arte, dice il Papa, per la Chiesa non è “mero estetismo, ma forma d’annuncio evangelico attraverso la bellezza”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La Segreteria di Stato ribadisce infine che, oltre ai propri cinque ordini equestri, la Santa Sede riconosce e tutela soltanto l’Ordine di Malta e l’Ordine del Santo Sepolcro. Tutti gli altri, nuovi o sedicenti eredi di quelli medievali, non sono riconosciuti, e le chiese non vanno usate per le “cerimonie di investitura”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nel restare. &lt;b&gt;Chi custodisce una Basilica, chi custodisce un museo, e chi cerca di non andarsene dalla propria terra&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-10.webp" type="image/webp" length="16862"/></item>
<item><title>Tagle nuovo Decano del Collegio Cardinalizio. E il summit sulla famiglia affronta il calo dei matrimoni</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-09/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-09/</guid><pubDate>Fri, 09 Oct 2026 20:50:53 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Cambio al vertice del Collegio Cardinalizio e terza giornata dell’incontro sull’Amoris laetitia, dedicata ai giovani e alla vocazione matrimoniale. In mattinata la presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Leone XIV accetta la rinuncia del cardinale Giovanni Battista Re e approva l’elezione del cardinale Luis Antonio Tagle, votata l’8 ottobre dai cardinali dell’Ordine dei Vescovi. Il filippino, 69 anni, arcivescovo emerito di Manila e pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, assume il Titolo di Ostia conservando quello di Albano. Resterà in carica cinque anni, rinnovabili una volta, secondo la riforma di Francesco del 2019. Re, 92 anni, decano dal gennaio 2020, diventa Decano emerito. &lt;b&gt;Tagle è il primo asiatico a ricoprire l’incarico&lt;/b&gt;. Prima di lui, l’unico non europeo era stato l’africano Bernardin Gantin. In caso di sede vacante spetterà a lui comunicare la morte del Papa ai cardinali e presiederne le Congregazioni generali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In Aula Paolo VI il tema della giornata sono i giovani e la scoperta della vocazione matrimoniale. Il cardinale Farrell apre con una constatazione amara: “Non possiamo ignorare il fatto che attualmente il numero dei matrimoni sia in diminuzione in tutto il mondo, sia quelli civili sia quelli celebrati in Chiesa“. L’arcivescovo di Perth Timothy Costelloe propone di presentare la teologia dell’intimità coniugale &lt;b&gt;non come regola da seguire, ma come “un ideale per cui vale la pena lottare&lt;/b&gt;”. Nei gruppi emergono migrazioni e sfida digitale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Resa nota la commissione che rivedrà il resoconto di sintesi, presieduta da Farrell. Ne fanno parte, tra gli altri, il cardinale Zuppi, il teologo Philippe Bordeyne, padre Giacomo Costa e la canadese Audrey Boucher, tra le famiglie ospiti. Il testo sarà discusso in assemblea il 14 ottobre e consegnato al Papa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In udienza Mirjana Spoljaric Egger, presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa, il cardinale Brislin, arcivescovo di Johannesburg, e i vescovi dell’Honduras in visita ad limina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nei passaggi di consegne. &lt;b&gt;Un Decano che lascia a novantadue anni e una generazione che fatica a dire “per sempre&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-09.webp" type="image/webp" length="16780"/></item>
<item><title>Alle Università Pontificie: “Occorre promuovere una vera igiene dell’attenzione”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-08/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-08/</guid><pubDate>Thu, 08 Oct 2026 20:08:33 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;In Basilica Vaticana la Messa per l’apertura dell’anno accademico degli atenei pontifici. In Aula Paolo VI la prima giornata tematica sull’Amoris laetitia. In mattinata l’udienza al presidente della Sierra Leone.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’omelia parte da Paolo ai Galati e diventa un discorso sull’intelligenza. “In ogni epoca non mancano falsi maestri che volgono ai propri interessi il sentimento religioso di non pochi credenti, spingendoli a radicalizzare qualche aspetto dell’insegnamento ricevuto a discapito dell’intero”. L’incontro con Cristo genera gioia, precisa Leone XIV, ma “mai si tratta di un venire ammaliati o incantati”. Poi il passaggio sulla memoria, che non consiste nell’accostare dati &lt;b&gt;come fa un algoritmo “ormai più rapidamente di noi&lt;/b&gt;”. Citando la Magnifica humanitas, chiede ritmi fatti di “silenzio, studio approfondito, lettura, confronto ponderato”, perché senza di essi “la libertà interiore può risultare compromessa”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ai giovani che studiano a Roma la consegna più diretta: “Nelle vostre aule siede il mondo. Non limitatevi a sedervi accanto: incontratevi, parlatevi, ascoltatevi”. E un invito a non chiudersi, perché “sono molti a non avere le stesse opportunità formative che noi abbiamo ricevuto”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In Aula Paolo VI, prima giornata tematica sulle famiglie. Il cardinale Grech definisce l’incontro “un esercizio di ascolto attento di quegli echi che continuano a risuonare nel cuore delle famiglie” e ricorda che &lt;b&gt;anche le famiglie più impegnate “possono attraversare momenti di incertezza, tensioni, sofferenze&lt;/b&gt;”. Dall’India il cardinale Ferrão propone di passare “dalla missione rivolta alle famiglie alla missione tra le famiglie”. Il teologo Vincenzo Rosito consegna la domanda conclusiva: “Di cosa abbiamo bisogno per immaginare nuovi modi di essere famiglia e nuovi modi di essere Chiesa?”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In udienza il presidente della Sierra Leone, Julius Maada Bio. Al centro dei colloqui le emergenze ambientali e alimentari legate alle migrazioni e le sfide che riguardano i giovani.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nel pensare, che non è calcolare. &lt;b&gt;Un algoritmo accosta dati più in fretta di noi, ma non ricorda niente&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-08.webp" type="image/webp" length="16364"/></item>
<item><title>Si apre il summit sulla famiglia: “Lasciamo che queste realtà ci interpellino”. E all’Udienza: “La Chiesa non fa politica”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-07/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-07/</guid><pubDate>Wed, 07 Oct 2026 21:00:12 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Nel pomeriggio si aprono in Aula Paolo VI gli otto giorni di confronto a porte chiuse sul decennale di Amoris laetitia. Al mattino la catechesi sulla missione della Chiesa nel mondo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Davanti ai capi delle Chiese orientali, ai presidenti delle Conferenze episcopali e alle famiglie invitate, Leone XIV pone domande più che risposte. Riconosce “una crescente distanza tra il modo in cui vengono vissuti il sesso e l’intimità e la visione cristiana del matrimonio”, e che molti giovani, pur desiderando amore e fedeltà, faticano a credere “che un impegno per tutta la vita sia la condizione per raggiungere ciò che desiderano”. Chiede di affrontare con coraggio gli interrogativi che ne nascono: “In quali ambiti il nostro linguaggio e le nostre pratiche pastorali riescono ad aprire una strada, e in quali non riescono a toccare il cuore delle persone?”. &lt;b&gt;Il compito dei Pastori non è solo interpretare queste realtà&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;ma lasciarsi interpellare&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sulla fragilità il passaggio più delicato. Riguarda tutti, dice il Papa, perché “conosciamo tutti il divario tra il bene che desideriamo e ciò che siamo in grado di vivere”. Da qui la domanda che attraverserà la settimana: “Che tipo di Chiesa incontrano le persone proprio quando sono più fragili? Le nostre comunità le aiutano a scoprire che hanno ancora un posto, una responsabilità e doni da offrire?”. Chiede infine discrezione e riservatezza sui lavori, che si chiuderanno il 14 ottobre con la Messa in piazza San Pietro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;All’Udienza Generale, quinta catechesi sulla Gaudium et spes. “La Chiesa non è sopra o accanto al mondo, ma come innestata in esso.” I metodi e le finalità della Chiesa non sono di ordine politico, precisa Leone XIV, ma &lt;b&gt;il credente non può accettare “quelle strutture inique che perpetuano condizioni di dipendenza e di ingiustizia&lt;/b&gt;”. Denuncia “la logica del profitto a tutti i costi e la manipolazione dell’informazione”, e avverte: “Non è certo annacquando i contenuti e ammorbidendo le esigenze che si può rendere attraente il cristianesimo.”&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nell’ascolto che precede le risposte. &lt;b&gt;Per otto giorni la Chiesa mette al centro ciò che non ha ancora imparato&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-07.webp" type="image/webp" length="11564"/></item>
<item><title>Sul lavoro in Vaticano: “Le persone non vengano usate e scavalcate”. E le donne sono “una ricchezza da valorizzare”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-05/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-05/</guid><pubDate>Mon, 05 Oct 2026 21:48:50 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Giornata di udienze con un filo preciso. Leone XIV parla di lavoro ai dipendenti vaticani, di riconciliazione ai coreani in vista della Gmg di Seul, di Balcani al premier sloveno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;All’Associazione Dipendenti Laici Vaticani e all’Associazione Donne in Vaticano, il Papa indica il dialogo come “strada maestra” e chiede una comunità di lavoro “dove le persone non vengano usate e scavalcate, dove ci si aiuti a vicenda, si riconosca a ciascuno il proprio valore e la propria competenza, evitando di generare insoddisfazioni e rancori”. Sulle sfide odierne, in particolare quelle dell’intelligenza artificiale, chiede di tenere desta l’attenzione sulla centralità della persona e sulla dignità del lavoro, che “non è un semplice strumento, ma esprime e accresce la dignità della nostra vita”. &lt;b&gt;Sulle donne, una presenza che porta “competenza, capacità di discernimento, creatività e concretezza&lt;/b&gt;”. Citando Giovanni Paolo II, ricorda che la dottrina sociale non prevede lo slittamento delle rappresentanze sindacali “sul terreno della conflittualità o della lotta”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella Sala Clementina, sacerdoti, religiose e religiosi coreani a Roma, molti impegnati nella preparazione della Gmg di Seul del 2027. Leone XIV chiede loro di essere uomini e donne di riconciliazione in un Paese segnato dalle divisioni, e di fare della diversità di provenienze “una risorsa per la sinodalità”. &lt;b&gt;L’auspicio è che i giovani ricevano la fede dei martiri “per portarla sulle strade del mondo&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In udienza il primo ministro sloveno Janez Janša, poi i colloqui con monsignor Gallagher. Al centro la situazione politica nei Balcani occidentali e le prospettive di integrazione europea della regione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nel riconoscere chi lavora. &lt;b&gt;Dagli uffici vaticani alle parrocchie coreane, Leone XIV ripete che nessun ruolo è una funzione da eseguire&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-05.webp" type="image/webp" length="16906"/></item>
<item><title>Gambetti lascia San Pietro e va a Chieti-Vasto. E il Papa tornerà ad Assisi per i 40 anni dello Spirito</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-03/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-03/</guid><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 21:13:20 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Nel giorno del Transito di san Francesco, ottavo centenario, una nomina che pesa sulla Curia e un ritorno annunciato da Assisi. Più cinque udienze e, nel pomeriggio, la Messa per la Gendarmeria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Leone XIV nomina il cardinale Mauro Gambetti arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto, accogliendo la rinuncia di monsignor Bruno Forte, alla guida dell’arcidiocesi dal 2004. Il porporato bolognese, francescano conventuale, sessant’anni, lascia tre incarichi ricevuti da Francesco nel febbraio 2021: arciprete della Basilica di San Pietro, vicario generale per la Città del Vaticano e presidente della Fabbrica di San Pietro. Ingresso in diocesi il 29 novembre. &lt;b&gt;Nessun annuncio sul successore a San Pietro&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In udienza il prefetto dei Vescovi Filippo Iannone, il presidente del Montenegro Jakov Milatović, il vescovo amazzonico Raimundo Vanthuy Neto e l’arcivescovo di Perth Timothy Costelloe, presidente dei vescovi australiani. Poi la comunità del Pontificio Collegio Teutonico di Santa Maria in Campo Santo, nel 150° di fondazione. Il Papa ne ricorda le origini come rifugio per i sacerdoti di lingua tedesca durante il Kulturkampf e chiede che il Collegio sia &lt;b&gt;un luogo dove l’unità sia “concretamente praticata e resa visibile&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla Grotta di Lourdes nei Giardini, la Messa per la Gendarmeria nella festa di san Michele, con il giuramento di quindici nuovi agenti. L’omelia parte dalla parabola dei vignaioli infedeli: ciò che si riceve “è una responsabilità da custodire con umiltà”, e l’autorità evangelica “si esprime anzitutto nella capacità di custodire, ascoltare e accompagnare”. Poi un’immagine che resta: “Chi custodisce gli altri deve custodire prima dentro di sé la verità, la giustizia, la bontà.” &lt;b&gt;Il vostro distintivo più bello sia un cuore che sa custodire&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da Assisi la conferma della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti sulla presenza del Papa all’Incontro internazionale per la pace promosso da Sant’Egidio, in programma dal 25 al 27 ottobre. Le indiscrezioni collocano la visita il 27, quarantesimo anniversario esatto dello Spirito di Assisi convocato da Giovanni Paolo II nel 1986. La data ufficiale non è ancora stata comunicata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nel custodire ciò che non ci appartiene. &lt;b&gt;La vigna affidata, una basilica lasciata, un collegio che compie centocinquant’anni&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-03.webp" type="image/webp" length="35464"/></item>
<item><title>“Agli algoritmi manca la scintilla dell’umano”. La Chiesa cerca un’alleanza con gli artisti</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-02/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-02/</guid><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 21:46:29 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Nella Sala del Concistoro, una trentina tra artisti, architetti e curatori che lavorano con il Dicastero per la Cultura. Leone XIV propone loro un’alleanza e lo fa nel linguaggio del nostro tempo. In mattinata anche l’udienza a Kaja Kallas.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La prima parola è “grazie”, per il Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia. Il Papa ricorda l’allestimento del 2024 nel carcere femminile della Giudecca, visitato da Francesco: “Non si trattava di portare l’arte in carcere, ma di lasciare che il carcere, con la sua verità spesso rimossa, insegnasse qualcosa all’arte e a tutti noi”. Poi l’analisi che vale come diagnosi culturale. Viviamo nell’epoca dei motori di ricerca, che “restituiscono ciò che già esiste e tendono a darci ciò che già vogliamo”. &lt;b&gt;Nell’età della tecnica il grande pericolo non è più la censura, ma l’appiattimento&lt;/b&gt;, “&lt;b&gt;non solo il silenzio imposto, ma il rumore che rende impossibile ascoltare&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’arte, dice Leone XIV, è un altro genere di motore di ricerca: “Non procede per indicizzazione, ma per interrogazione”. Da qui il passaggio più citato della giornata. Tra l’arte e ciò che una macchina genera “per calcolo statistico a partire da milioni di immagini altrui” c’è “una differenza ontologica, prima ancora che estetica”. Riprendendo Paolo VI nel 1964, rilancia: “La Chiesa ha bisogno di voi”. &lt;b&gt;L’alleanza che propone ha un obiettivo preciso, custodire l’umano&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tra le udienze del mattino, Kaja Kallas, Alta Rappresentante per gli Affari Esteri dell’Unione Europea, a quattro giorni dal discorso di Metz sul riarmo e sul diritto internazionale. Ricevuti anche suor Alessandra Smerilli, prefetto per lo Sviluppo Umano Integrale, e monsignor Thibault Verny con monsignor Alí Herrera, presidente e segretario della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in una scintilla che non si calcola. &lt;b&gt;Dove la macchina rimescola ciò che già esiste, Leone XIV chiede agli artisti di continuare a fare domande&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-02.webp" type="image/webp" length="16320"/></item>
<item><title>Il Rosario dei bambini per la pace: “Cinquanta milioni di Ave Maria che salgono in Cielo”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-01/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-10-01/</guid><pubDate>Thu, 01 Oct 2026 20:25:11 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Quattro giorni dopo l’appello lanciato a Lourdes, Leone XIV traduce in gesto la sua richiesta. Alla Grotta nei Giardini Vaticani prega il Rosario con centinaia di bambini romani, aprendo la settimana mondiale di “Un milione di bambini recita il Rosario”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tra settecento e mille bambini di scuole e parrocchie di Roma riempiono i Giardini. Il Papa arriva, depone insieme a un bambino un mazzo di fiori davanti alla Madonna, poi parla con un linguaggio che è tutto per loro. “Siete contenti di essere venuti? Soprattutto perché stasera ci siamo radunati per stare insieme alle due persone che ci amano più di chiunque altro.” Fa ripetere a tutti “ti voglio bene, Gesù, ti voglio bene, Maria”, poi la richiesta: &lt;b&gt;la pace per tutti i bambini del mondo&lt;/b&gt;, “&lt;b&gt;specialmente per quelli che vivono dove c’è la guerra&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Leone XIV dà una misura a quella preghiera. Sono “cinquanta milioni di Ave Maria che salgono in Cielo da tutte le parti e in tutte le lingue della terra”, unite “come in un’unica, grandissima corona del Rosario, per abbracciare e stringere tra loro tutti i continenti, le razze e le nazioni”. L’Ave Maria viene recitata in più lingue, i bambini animano i misteri della luce con letture e riflessioni sui Paesi in guerra. Iniziative analoghe sono in preparazione dall’Amazzonia boliviana al Sudan, dallo Zimbabwe al Mozambico e alla Sierra Leone. &lt;b&gt;La settimana si chiuderà il 7 ottobre, festa della Madonna del Rosario&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella giornata il Papa approva anche lo statuto della Fondazione “Donum Missionis”, nata dalla confluenza di Domus Missionalis e Domus Urbaniana. Si occuperà degli immobili dei Collegi del Dicastero per l’Evangelizzazione, che ospitano a Roma sacerdoti, religiose e seminaristi arrivati da Africa, Asia, America e Oceania per completare la formazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in una preghiera che non chiede abilità. &lt;b&gt;Nella memoria di Teresa di Lisieux, che della piccolezza fece una via, Leone XIV affida la pace a chi non ha nessun potere di fermare le guerre&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-10-01.webp" type="image/webp" length="14058"/></item>
<item><title>Dalla Francia al Tigray: “La guerra non risolve mai i problemi”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-30/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-30/</guid><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 21:49:46 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;In Piazza San Pietro, Leone XIV torna sul viaggio appena concluso in Francia e sceglie una parola per rileggerlo: “rinascita”. Il simbolo è Notre-Dame, ferita dall’incendio e ricostruita grazie alla collaborazione tra Chiesa, Stato e società civile. Ma la vera ricostruzione, dice il Papa, riguarda le “pietre vive”: i giovani dello Stade de France, i catecumeni e i neofiti, i poveri accolti alla Maison Bakhita, la moltitudine riunita per l’Eucaristia in Place de la Concorde. &lt;b&gt;Non solo ricostruire una cattedrale, ma rigenerare un popolo&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da Parigi a Lourdes, la rinascita prende il volto della dignità. Ogni vita, anche nella fragilità più grave, “conserva la propria inviolabile dignità” e deve essere curata e accompagnata. Leone XIV ricorda anche l’incontro con le vittime di abusi e ribadisce la volontà della Chiesa di ascoltarle, riconoscere il dolore provocato e lavorare perché gli abusi siano prevenuti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A Metz lo sguardo si allarga all’Europa. Come Notre-Dame dopo l’incendio, il continente è rinato dalle macerie della guerra come progetto di pace. &lt;b&gt;Democrazia, solidarietà e fraternità&lt;/b&gt;: è da queste fondamenta che il progetto europeo può ancora rinnovarsi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Poi lo sguardo raggiunge il Tigray, l’Afar e l’Amhara. Di fronte alla ripresa delle ostilità, il Papa scandisce: “Il conflitto armato non risolve mai problemi, ma soltanto li aggrava, lasciando una scia di morti, distruzioni e risentimenti”. L’appello è a “scegliere il cammino del dialogo”, garantire gli aiuti umanitari e costruire le condizioni per una pace duratura. Leone XIV ricorda infine i tre sacerdoti martiri beatificati domenica a Bologna e invita a dedicare il Rosario di ottobre alla fine delle guerre e alla pace.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno corre dalla Francia al Tigray, dalle ferite ricostruite a quelle ancora aperte. &lt;b&gt;La guerra non risolve mai i problemi&lt;/b&gt;: Leone XIV lo ripete da Piazza San Pietro, indicando nel dialogo e nella capacità di ricostruire insieme la strada per trasformare le ferite in possibilità di rinascita.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-30.webp" type="image/webp" length="13562"/></item>
<item><title>A Metz: “Bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo”. E la guerra in Europa come “nuova inutile strage”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-28/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-28/</guid><pubDate>Mon, 28 Sep 2026 18:18:10 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Ultimo giorno in Francia. Da Lourdes a Metz, dove Robert Schuman visse e riposa. Incontro interreligioso, poi il discorso sull’Europa davanti a Macron, infine la Messa in cattedrale prima del rientro a Roma in serata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;All’incontro interreligioso, dopo la lettura dell’Appello di Metz, Leone XIV parte dalla città stessa, “di frontiere e di passaggi”. Il dialogo, dice, “non sminuisce la nostra identità, ma la esprime con semplicità e verità”. Poi il passaggio più netto: &lt;b&gt;invocare il nome di Dio per legittimare la violenza “costituisce una profanazione di questo nome&lt;/b&gt;”. Il discorso religioso ha il compito di “disarmare i cuori e le parole”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;All’Auditorium, aperto da Macron sulle note dell’Inno alla gioia, il discorso più politico dei quattro giorni. Leone XIV ripercorre le radici europee da Benedetto a Crodegango, cita Schuman e De Gasperi, e arriva all’oggi. La guerra riapparsa in Europa è “una nuova inutile strage”, con l’espressione di Benedetto XV nel 1917. Serve dialogo paziente, coraggio nella negoziazione, disponibilità a sacrificare posizioni. Ma &lt;b&gt;la ricerca della pace non va confusa con “un ingenuo irenismo&lt;/b&gt;”, e insieme occorre guardarsi “dall’illusione del riarmo”. La domanda che rivolge ai governi: stiamo facendo sforzi creativi per la pace, o soltanto arginando l’emorragia della guerra preparandoci alla prossima?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sul diritto internazionale il giudizio è severo. “Le relazioni umane e tra gli Stati si fanno sempre più barbare. Il valore della parola data è disprezzato, ci si vanta piuttosto della menzogna e dell’inganno.” Il multilateralismo resta “il miglior antidoto alla volontà di dominio”. Ai giovani europei una serie di imperativi: non sottomettersi alla logica della violenza, non avere paura di formare una famiglia, di difendere ogni vita “dal primo istante fino all’ultimo respiro”, di impegnarsi in politica.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nei piccoli passi. &lt;b&gt;Come Schuman, Leone XIV diffida di chi pretende “tutto, subito&lt;/b&gt;”, &lt;b&gt;e ricorda che l’Europa si è costruita così&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;un passo alla volta&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-28.webp" type="image/webp" length="19058"/></item>
<item><title>Ai vescovi francesi: “La voce della Chiesa ha diritto di essere nel dibattito pubblico”. E il Rosario di ottobre per la pace</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-27/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-27/</guid><pubDate>Sun, 27 Sep 2026 16:40:45 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Terzo giorno in Francia, tutto a Lourdes. Il discorso più lungo del viaggio è quello ai vescovi, a porte chiuse. Poi la Messa davanti a centocinquantamila pellegrini e un appello che riguarda la Chiesa universale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nell’emiciclo Sainte-Bernadette, accolto dal cardinale Aveline, Leone XIV affronta le questioni più spinose. Sulla laicità francese, “frutto di una storia turbolenta, oggi pacificata”, chiede vigilanza perché l’equilibrio raggiunto viene gradualmente messo in discussione. La Chiesa, dice, ha “un’autorevolezza profetica”: anche se non sempre è intesa, “è comunque attesa”, e cita i recenti dibattiti sul fine vita. Sugli abusi riconosce le misure coraggiose adottate e i momenti “molto difficili” vissuti dalla Conferenza, ma avverte: &lt;b&gt;è necessario proseguire “mantenendo la massima vigilanza&lt;/b&gt;”. Sul catecumenato in crescita chiede accompagnamento serio, sulle vocazioni contemplative esprime dolore per la chiusura di antiche comunità monastiche. E mette in guardia dalle divisioni ideologiche: “La Chiesa in Francia è un piccolo gregge che deve unire le proprie forze per la missione.”&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella Prairie, giro tra centocinquantamila fedeli e omelia sulla conversione. “È oggi, non domani, che bisogna convertirsi.” Davanti alle correnti che ridefiniscono il valore della vita di fronte a malattia e vecchiaia, &lt;b&gt;Lourdes è il luogo dove “nessuna fragilità viene respinta&lt;/b&gt;”. La conversione riguarda anche la Chiesa, chiamata a guarire “dalle infedeltà e dai dolorosi smarrimenti commessi al suo interno”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;All’Angelus l’appello più forte. Il Papa invita tutti i fedeli e le comunità cristiane a recitare il Rosario durante il mese di ottobre &lt;b&gt;perché cessino le guerre e si faccia pace tra i popoli in conflitto&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel pomeriggio i malati dell’Accueil Notre-Dame e le contemplative al Carmelo. Stasera alle 21 il Rosario e la processione aux flambeaux, prima della partenza per Metz.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in una Chiesa che non si nasconde. &lt;b&gt;Né nel dibattito pubblico, né davanti ai propri errori&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-27.webp" type="image/webp" length="20332"/></item>
<item><title>Ottocentomila a Parigi: “Nessuno di noi è un numero su una carta d’identità”. A Lourdes la preghiera per la Francia</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-26/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-26/</guid><pubDate>Sat, 26 Sep 2026 23:04:45 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Secondo giorno in Francia. Leone XIV comincia dai migranti e dai senza dimora della Maison Bakhita, incontra catecumeni e neofiti, celebra davanti a una folla immensa. In serata il volo per Lourdes e la preghiera alla Grotta.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla Maison Bakhita, dopo le testimonianze di un rifugiato afghano e di due donne assistite, il Papa consegna una frase che vale come chiave del pontificato. La storia “non è scritta da chi sembra vincere, imponendosi e occupando lo spazio, ma da chi fa spazio, avvia processi di pace, genera fiducia”. Citando Dilexi te ricorda che i poveri per i cristiani “sono la stessa carne di Cristo”. &lt;b&gt;Nessuno è così povero da non avere qualcosa da dare&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;All’Institut Catholique riceve l’Instrumentum Laboris dell’Assemblea sinodale provinciale e si dice stupito dal numero di adulti che chiedono i sacramenti in un Paese fortemente secolarizzato. Chiede una Chiesa “in stato di iniziazione”, capace di custodire “la piccola fiamma che lo Spirito ha acceso nell’oscurità della notte” e di evitare il vuoto post-battesimale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A Place de la Concorde e lungo gli Champs-Élysées, ottocentomila persone secondo le stime delle autorità. L’omelia ruota attorno a una domanda: “Qual è la nostra sete più profonda?” La sete non è materiale ma “di senso, di verità e di compimento”. &lt;b&gt;Nessuno è&lt;/b&gt; “&lt;b&gt;un codice identificativo, ma una persona unica e insostituibile&lt;/b&gt;”. Poi la consegna ai cattolici francesi: “Non tenete la fede solo per voi stessi, ma lasciatela traboccare”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla Grotta di Massabielle, la preghiera per la Francia si fa quasi programma civile. Leone XIV chiede a Maria “governanti saggi e generosi, pronti al sacrificio di sé”, una società che bandisca “ogni violenza e ogni odio”, una voce francese capace di promuovere i diritti umani fondamentali &lt;b&gt;respingendo per sempre le logiche di guerra&lt;/b&gt;. Poi l’affidamento dei malati, di chi li accompagna, dei defunti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nel fare spazio. &lt;b&gt;Dal centro per rifugiati alla piazza più monumentale di Parigi, fino al silenzio di una grotta, Leone XIV ripete che la storia la scrive chi lascia posto agli altri&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-26.webp" type="image/webp" length="12370"/></item>
<item><title>Ai giovani allo Stade de France: “Siete voi, i santi francesi”. All’Unesco: “La vita è dono, non merce”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-25/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-25/</guid><pubDate>Fri, 25 Sep 2026 22:58:11 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Primo giorno in Francia. Eliseo, UNESCO, Notre-Dame e ottantamila giovani a Saint-Denis. In volo Leone XIV aveva anticipato il senso del viaggio: “Vado come discepolo di Gesù Cristo desideroso di proclamare la pace di Cristo in tutto il mondo.”&lt;/p&gt;&lt;p&gt;All’Eliseo, davanti a Macron e al corpo diplomatico, l’appello più politico: mettere al bando le armi nucleari, ridurre gli armamenti, non rassegnarsi mai “alla prospettiva di una guerra considerandola inevitabile”. Ricorda le proprie radici normanne e bearnesi, elogia il restauro di Notre-Dame come prova che “ciò che si credeva distrutto per sempre può rinascere”, e denuncia le derive che trasformano scienza e tecnologia in imprese lucrative: manipolazioni genetiche, maternità surrogata, acquisto di organi, “l’offerta di una morte programmata”. Sulla laicità, &lt;b&gt;una laicità giusta non esclude la religione dalla sfera pubblica&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;All’Unesco, primo Papa dopo Giovanni Paolo II nel 1980, parla in inglese di Babele e Pentecoste. “La più terribile delle opere umane è la guerra, poiché in essa la scienza stessa è posta a servizio di una volontà disumana.” Sull’intelligenza artificiale il passaggio più tagliente: mentre l’intelligenza viene attribuita ai sistemi computazionali, &lt;b&gt;fatichiamo a riconoscere la dignità inalienabile delle persone&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A Notre-Dame, primo Pontefice nella cattedrale restaurata, i Vespri con vescovi, clero, consacrati e seminaristi. La ricostruzione diventa modello di accoglienza e partecipazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Allo Stade de France ottantamila giovani, biglietti esauriti in mezz’ora. Papamobile, fuochi d’artificio, la Santa Tunica di Argenteuil esposta straordinariamente accanto a una reliquia della Croce. Alle domande di Chloé e François risponde che “è l’uomo che si perde, dicendo che Dio è morto”, e riconosce le fragilità di una generazione stanca degli schermi e in ansia per il clima. Poi la meditazione su Timoteo: evitare, tendere, combattere. Il criterio per scegliere: &lt;b&gt;il bene dà la vita, non la toglie mai&lt;/b&gt;. A braccio, accolto da un boato: “Siete voi, i santi francesi!”&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in una libertà che sceglie. &lt;b&gt;Al Paese di libertà&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;uguaglianza e fraternità&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Leone XIV ricorda che nessuna delle tre è una parola sul frontone&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-25.webp" type="image/webp" length="19220"/></item>
<item><title>Dall’Eliseo alla Grotta di Lourdes, il viaggio in Francia. A Parigi un Papa mancava da 18 anni</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-24/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-24/</guid><pubDate>Thu, 24 Sep 2026 11:26:59 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Domani parte il quinto viaggio internazionale di Leone XIV. Dal 25 al 28 settembre Parigi, Saint-Denis, Lourdes e Metz. L’ultimo Papa a Parigi e Lourdes era stato Benedetto XVI nel 2008.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Venerdì la giornata più istituzionale. Dopo l’arrivo a Orly, la visita al presidente Macron all’Eliseo e il discorso ad autorità, società civile e corpo diplomatico. Nel pomeriggio la sede dell’UNESCO, poi i Vespri a Notre-Dame con vescovi, sacerdoti, consacrati e seminaristi, nella cattedrale restituita al culto dopo l’incendio. In serata &lt;b&gt;la veglia con i giovani allo Stade de France&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sabato si apre alla Maison Bakhita, centro di accompagnamento e integrazione sociale. All’Institut catholique il Papa incontra l’assemblea sinodale provinciale, i catecumeni e i neofiti, in &lt;b&gt;un Paese che a Pasqua ha battezzato oltre tredicimila adulti&lt;/b&gt;, il triplo di dieci anni fa. Messa in Place de la Concorde, poi il volo per Lourdes e la preghiera alla Grotta di Massabielle.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Domenica tutta a Lourdes. I vescovi francesi nell’emiciclo Sainte-Bernadette, la Messa nella Prairie con l’Angelus, i malati dell’Accueil Notre-Dame, le religiose di vita contemplativa al Carmelo in forma privata e la fiaccolata serale. A Lourdes è previsto anche un incontro riservato con un gruppo di vittime di abusi nella Chiesa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lunedì il volo da Lourdes a Metz, città di frontiera. Al Centro Congressi intitolato a Robert Schuman, padre dell’Europa unita, un incontro interreligioso e uno dedicato alle radici europee della pace e dell’unità. Messa nella cattedrale di Santo Stefano e rientro a Roma in serata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in un itinerario che scende. &lt;b&gt;Dai palazzi del potere alla grotta di Bernadette, fino a una città che ha cambiato bandiera più volte e oggi parla a tutta l’Europa&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-24.webp" type="image/webp" length="16904"/></item>
<item><title>Appello per i minori migranti: “Ognuno si senta coinvolto nella vita di questi ragazzi”. E sul progresso: l’uomo non è rivale di Dio</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-23/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-23/</guid><pubDate>Wed, 23 Sep 2026 22:22:18 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Quarta catechesi sulla Gaudium et spes, dedicata al senso dell’attività umana nel mondo. In chiusura l’appello per i minori migranti, in vista della Giornata di domenica, e il ricordo di Fulton Sheen, beato domani.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Leone XIV parte da un’immagine: meno di quattro anni dopo il Concilio, nella notte tra il 20 e il 21 luglio 1969, l’uomo mise piede sulla Luna. La domanda è quale valore abbia il progresso tecnico e scientifico. Il Papa respinge l’idea, diffusa negli umanesimi postcristiani, che l’uomo debba emanciparsi da Dio per affermare la propria libertà, e richiama il “dramma dell’umanesimo ateo” descritto da Henri de Lubac. Negando Dio si perde anche la possibilità di affermare il valore trascendente della persona. &lt;b&gt;Le vittorie dell’umanità sono “segno della grandezza di Dio&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dio ha affidato all’uomo un creato “in cammino”, da condurre a compimento. Per incontrarlo basta svolgere bene il lavoro quotidiano e santificarlo, senza abbandonare le occupazioni terrene. Perché sia autentico, però, il progresso “dev’essere animato e orientato dalla carità”, a difesa della dignità e al servizio dei più svantaggiati. L’invito finale è a condividere “il pane del sapere e del saper-fare”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Domenica ricorre la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Il pensiero va ai minori costretti a lasciare la propria terra, che spesso subiscono “violenze, torture, sfruttamento” e non di rado perdono la vita lungo le rotte migratorie. Ragazzi che “vanno sempre tutelati e assistiti”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In inglese, il ricordo della beatificazione di domani a Saint Louis del venerabile Fulton Sheen, vescovo che evangelizzò attraverso i media. Un saluto anche ai pellegrini di Rimini, a un mese dalla visita pastorale, nella memoria di san Pio da Pietrelcina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in un progresso che non lascia indietro nessuno. &lt;b&gt;Dalla Luna alle rotte dei migranti, la misura di ogni conquista resta il bambino che non arriva&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-23.webp" type="image/webp" length="25548"/></item>
<item><title>Il Papa torna a Chiclayo: dodici giorni tra Uruguay, Argentina e Perù. E a Buenos Aires, dove Francesco non tornò mai</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-21/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-21/</guid><pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:08:02 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Pubblicato il programma del viaggio in America Latina, dal 6 al 17 novembre. Dodici giorni, tre Paesi e un filo personale che attraversa tutto l’itinerario.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si parte da Montevideo, con la cerimonia in Plaza Independencia, la visita al presidente e i Vespri in cattedrale. Sabato la Messa a Paysandú, poi la periferia di Casavalle, l’Università Cattolica e la veglia allo Stadio del Centenario. Domenica la Messa a Florida, davanti al santuario nazionale della Virgen de los Treinta y Tres.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel pomeriggio Buenos Aires, la città di Bergoglio. Casa Rosada, il Cottolengo di Don Orione a Claypole, la Messa al Monumento de los Españoles, il mondo del lavoro, i leader religiosi e i Vespri con i vescovi e le équipe sinodali. Poi Córdoba, la veglia con i giovani, &lt;b&gt;la visita al carcere federale&lt;/b&gt; e la Messa al santuario di Luján.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’11 novembre l’arrivo a Lima e sei giorni in Perù. Vescovi, clero, giovani allo Stadio Monumentale. Poi Chiclayo, la diocesi che Robert Prevost ha guidato fino al 2023. Messa a Pimentel, visita privata alla cappella di sant’Óscar Romero, &lt;b&gt;cena con i suoi sacerdoti&lt;/b&gt;, l’incoronazione dell’Immacolata in cattedrale e la chiusura dell’anno giubilare di san Toribio. Domenica Cusco, con la pietà popolare a Saqsaywaman e l’Angelus, e Pucallpa con i missionari e i popoli amazzonici. L’ultima tappa a Lima, dalle Hermanitas de los Ancianos Desamparados, prima della Messa conclusiva.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in due ritorni. &lt;b&gt;A Buenos Aires Leone XIV porta il Papa nella città che Francesco non rivide più&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;a Chiclayo ritrova il vescovo che era&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-21.webp" type="image/webp" length="29386"/></item>
<item><title>Lettera ai vescovi latinoamericani: “Il mercenario calcola ciò che potrebbe perdere”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-19/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-19/</guid><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 23:14:42 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Una lettera ai vescovi dell’America Latina per i trecento anni dalla canonizzazione di san Toribio di Mogrovejo, patrono dell’episcopato del continente. E l’udienza a una delegazione di Special Olympics.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Datata 8 settembre e pubblicata oggi, la lettera nasce da una richiesta dei vescovi peruviani e si apre con una nota personale. Leone XIV ringrazia per il privilegio di avere esercitato il ministero episcopale in Perù, dove ha conosciuto “la fede di un popolo dal quale ho ricevuto tanto” e ha compreso meglio cosa significhi essere pastore. Con Toribio sente una prossimità particolare, un uomo venuto da lontano in una terra che fece propria attraverso la carità pastorale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il testo è costruito sul rito di ingresso del vescovo nella cattedrale, gesto per gesto. Alla porta, il crocifisso da baciare, promessa di sacrificio. Leone XIV lo commenta con durezza: abbandonare il gregge “può cominciare molto prima di qualsiasi fuga visibile, quando la comodità, la paura o l’interesse personale prendono il sopravvento sul bene dei fedeli”. &lt;b&gt;Il mercenario calcola, il pastore sa che deve dare qualcosa di sé per rimanere fedele&lt;/b&gt;. Sulle visite pastorali: “Certi aspetti di una diocesi sono difficili da cogliere da dietro una scrivania.” E sui preti, un criterio che pesa: la paternità episcopale si riconosce quando un sacerdote sa di poter bussare con fiducia alla porta del vescovo, non solo quando c’è un problema da risolvere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Leone XIV richiama poi una costellazione di vescovi santi e beati del continente, da Óscar Romero a Enrique Angelelli, da Jacinto Vera a Eduardo Pironio, chiedendo che le loro vite entrino nella formazione dei seminaristi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla delegazione di Special Olympics, il Papa ricorda il proprio amore per lo sport e affida gli atleti a san Pier Giorgio Frassati. Un dettaglio: &lt;b&gt;la lettera esce a due mesi esatti dal ritorno del Papa in Perù&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in un rito che diventa esame di coscienza. &lt;b&gt;Alla soglia della cattedrale, ogni vescovo entra in una storia che non ha cominciato lui&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-19.webp" type="image/webp" length="19578"/></item>
<item><title>Avviata la causa di don Di Liegro. E ai preti di Roma: “Vi do il permesso di fare meno e meglio”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-18/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-18/</guid><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 19:40:30 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Leone XIV apre l’anno pastorale della diocesi di Roma in San Giovanni in Laterano. Un applauso fragoroso accoglie l’annuncio sul fondatore della Caritas romana. Al mattino, il Centro Studi che porta il suo nome e i vescovi dell’Uruguay.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’annuncio più atteso arriva a metà discorso. Il Papa ha approvato l’avvio dell’inchiesta diocesana su don Luigi Di Liegro, fondatore della Caritas di Roma, morto nel 1997. Ne indica il lascito più prezioso: prima di costruire qualsiasi cosa, “ha voluto vedere”. Nel 1969 commissionò un’indagine sulla religiosità dei romani, perché “non c’è incarnazione del messaggio senza ascolto della realtà”. Poche settimane prima di morire diceva ai suoi operatori: &lt;b&gt;il discernimento è questa domanda&lt;/b&gt;, “&lt;b&gt;Signore, dove sei&lt;/b&gt;?”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il discorso parte dal mattino di Pasqua e dalle due domande del Risorto alla Maddalena, “Perché piangi? Chi cerchi?”. Leone XIV non consegna un nuovo programma pastorale ma un metodo, la verifica pastorale, con una domanda semplicissima al centro. Perché facciamo quello che facciamo? Quattro le attenzioni indicate: incontrare Cristo e farlo incontrare, generare comunità, abitare e servire la città, formare il popolo di Dio. E un avvertimento ai sacerdoti, &lt;b&gt;se la verifica diventasse un’ulteriore incombenza “ne avremmo tradito il senso&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Netto il passaggio sul ministero: “Una comunità nella quale tutto dipende dal parroco è una comunità fragile, e presiedere non significa fare tutto”. Il prete deve riconoscere i carismi e rendere possibile la corresponsabilità dei laici “non per mancanza di forze, ma per fedeltà alla natura della Chiesa”. L’orizzonte del cammino è il Giubileo della Redenzione del 2033.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In mattinata, l’udienza ai membri del Centro Studi Internazionale che porta il suo nome, promosso dagli agostiniani con sede a Firenze. Ricevuti anche i vescovi dell’Uruguay in visita ad limina, a meno di due mesi dal viaggio a Montevideo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nel coraggio di lasciare andare. &lt;b&gt;Come la Maddalena, che per annunciare il Signore ha dovuto smettere di trattenerlo&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-18.webp" type="image/webp" length="19542"/></item>
<item><title>Nota sui 60 anni di Nostra aetate: “Combattere in nome della religione significa colpire la religione stessa”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-16/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-16/</guid><pubDate>Wed, 16 Sep 2026 21:51:17 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Tre dicasteri firmano insieme un documento sul dialogo interreligioso, l’Udienza Generale affronta la comunità umana, e il Papa riceve chi lavora sui nuovi martiri.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La Nota “Un cammino di speranza” porta le firme dei cardinali Fernández, Koch e Koovakad, approvata da Leone XIV nell’udienza del 22 giugno. Ripercorre sessant’anni di dialogo dalla Shoah a oggi e non nasconde le difficoltà. I conflitti mediorientali hanno fatto vacillare molti ponti, cresce l’islamofobia che non distingue il fondamentalismo dalla convivenza pacifica, e i cristiani subiscono persecuzioni da gruppi estremisti. Il criterio di verifica resta uno solo, &lt;b&gt;l’accoglienza o il rifiuto della persona ferita ai bordi della strada&lt;/b&gt;. Nessun sincretismo, avverte il testo, ma nemmeno ripiegamento identitario.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;All’Udienza Generale, terza catechesi sulla Gaudium et spes. Leone XIV riconosce che tecnologia, social media e intelligenza artificiale abbattono barriere e distanze, ma avverte che le relazioni diventano “sempre meno personali, più virtuali”. E il rischio è preciso: &lt;b&gt;abituarsi a delegare agli algoritmi “decisioni che spettano solo alla coscienza umana&lt;/b&gt;”. Ricorda poi l’elenco conciliare di ciò che offende la dignità, dalle torture alle condizioni di lavoro in cui gli operai sono trattati “come semplici strumenti di guadagno”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ai partecipanti al convegno sui nuovi martiri, Leone XIV spiega la categoria di “testimone della fede”, pensata per i casi in cui la motivazione dei carnefici non è riconducibile all’odio della fede. Molti vengono uccisi da organizzazioni criminali perché ne contrastano le ingiustizie. Cita Paolo VI, “l’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ai cappellani delle carceri italiane la gratitudine per il servizio ai detenuti che scrivono al Papa “per raccontare i loro drammi e le loro ferite”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nel rifiuto delle scorciatoie. &lt;b&gt;Né la religione piegata a giustificare la violenza, né la coscienza ceduta a una macchina&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-16.webp" type="image/webp" length="16930"/></item>
<item><title>Il Papa festeggia i 71 anni tra i libri: “Mia madre era una bibliotecaria”. Abolite le misure di contenimento salariale</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-14/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-14/</guid><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 16:47:44 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Nella festa dell’Esaltazione della Croce, Leone XIV compie 71 anni. Li festeggia dove non era mai stato da Papa, alla Biblioteca Apostolica Vaticana, inaugurando la mostra “AQVA. Catastrofe e meraviglia”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;“Per la prima volta da Pontefice visito la Biblioteca Vaticana, sulla scia dei miei predecessori.” Arriva alle 11.27 nel Cortile del Belvedere e dalle finestre dei Musei parte un coro improvvisato in spagnolo, “Feliz cumpleaños”. Sulla facciata lo attende l’onda in bianco e nero dell’artista francese JR, ispirata alle incisioni di Gustave Doré. Dentro, una comunità di circa centocinquanta persone tra Archivio e Biblioteca. A loro Leone XIV consegna un’immagine e un mandato. &lt;b&gt;La Biblioteca Apostolica è un cuore&lt;/b&gt;, fatto di sistole e diastole. “Fedeli al passato e fedeli al futuro, trovate nuovi varchi di riconciliazione.”&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È lui stesso ad annunciare la novità di governo. Sull’urgenza di nuovi spazi per Archivio e Biblioteca, “proprio oggi ho dato disposizioni al riguardo”. Il chirografo firmato in giornata cambia i piani di Francesco, che aveva individuato l’area extraterritoriale del Laterano. Leone XIV sceglie invece una soluzione dentro le mura, l’area della “Fontana dell’Autoparco”, e affida il finanziamento a una nuova fondazione strumentale vaticana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un motu proprio abroga la Lettera Apostolica “Un futuro sostenibile” del 2021, con cui Francesco aveva disposto misure di contenimento salariale per far fronte alla pandemia. Quelle misure “possono ora essere superate”, restando salvi gli effetti già prodotti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In udienza Youhanna X, Patriarca greco-ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente. Al congedo dalla Biblioteca, una torta bianca a due piani con una candelina gialla e il disegno di un bambino.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nella memoria che non è magazzino. &lt;b&gt;Un Papa figlio di una bibliotecaria compie gli anni tra i libri e nello stesso giorno decide dove costruire le stanze che li custodiranno&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-14.webp" type="image/webp" length="12948"/></item>
<item><title>Al dialogo Nord-Sud: “Che il progresso non lasci nuove rovine dietro di sé”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-12/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-12/</guid><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 15:25:10 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Nella Sala del Concistoro, un’udienza che mette allo stesso tavolo sindacati, imprese, banche di sviluppo, università e Chiesa delle Americhe. Leone XIV parla in spagnolo e inglese e affida a tutti un’immagine biblica: Neemia davanti a Gerusalemme in rovina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’incontro “Fratelli tutti: Dialogo socio-ambientale Nord-Sud” riunisce CELAM, Conferenza Ecclesiale Amazzonica e vescovi statunitensi, insieme a centrali sindacali e camere datoriali del continente. Il Papa valorizza il fatto stesso che persone e istituzioni tanto diverse si siano sedute insieme: “Il dialogo vero esige qualcosa di più della cordialità: obbliga a restare nella conversazione quando emergono interessi contrapposti e quando le decisioni richiedono rinunce concrete”. E ricorda che oggi le narrazioni polarizzate trovano amplificazione immediata, &lt;b&gt;e lo scontro diventa facilmente strumento di potere&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il criterio di giudizio è netto: il valore dei consensi raggiunti “non si misurerà solo dal numero di chi li sottoscrive, ma dagli interessi che sanno proteggere e dall’impatto sulla vita di chi ha meno potere di difendersi”. Dalla Magnifica Humanitas riprende la richiesta di istituzioni “capaci di regolare senza soffocare” e di imprese che riconoscano “lavoro e dignità come misure del successo”. E rilancia la cultura del negoziato come contributo alla diplomazia della pace.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’immagine finale è quella di Neemia, che ascoltò la sofferenza del popolo, discernette, cercò risorse e organizzò un lavoro impossibile da solo: “Non ricostruì Gerusalemme da solo. Chiamò il suo popolo, e ciascuno lavorò al tratto di muro che gli era affidato”. &lt;b&gt;Ognuno è chiamato a entrare nei cantieri della storia: laboratori, aziende tecnologiche, scuole, media, comunità locali&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In udienza anche il cardinale Zuppi, presidente della CEI, monsignor Iannone, prefetto del Dicastero per i Vescovi, e suor Alessandra Smerilli, prefetto per lo Sviluppo Umano Integrale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nel muro da ricostruire a più mani. &lt;b&gt;Leone XIV non chiede a nessuno di salvare il mondo: chiede di riconoscere quale tratto tocca a ciascuno&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-12.webp" type="image/webp" length="19894"/></item>
<item><title>Auguri alla Comunità ebraica di Roma: “Crescere nell’amicizia reciproca”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-11/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-11/</guid><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 17:28:56 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Una giornata di udienze e di gesti misurati. Il telegramma al rabbino capo Di Segni per le festività ebraiche, il vescovo di Kharkiv-Zaporizhia ricevuto in Vaticano, e la rinuncia del vescovo di Alessandria dopo la visita apostolica.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel telegramma a Riccardo Di Segni, Leone XIV accompagna una a una le tre solennità che si aprono: “Che l’arrivo di Rosh Ha-Shanah porti con sé la promessa di un rinnovamento sereno e la dolcezza di un inizio propizio; che il sacro silenzio di Yom Kippur sia occasione di pace e di luce interiore; che la festa di Sukkot sia piena di gioia, gratitudine e convivialità”. La richiesta finale, rivolta all’Eterno, è quella di &lt;b&gt;crescere nell’amicizia reciproca “nella nostra città di Roma e nel mondo&lt;/b&gt;”. Il saluto è in ebraico: Shalom alechem.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In udienza mons. Pavlo Goncharuk, vescovo di Kharkiv-Zaporizhia, una delle diocesi più esposte del fronte orientale ucraino. Ricevuti anche i vescovi di El Salvador in visita ad limina e il card. Arthur Roche, prefetto del Culto Divino.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Accettata la rinuncia di mons. Guido Gallese alla guida della diocesi di Alessandria, dopo la visita apostolica di gennaio. Nessuna sanzione, spiega il vescovo - “non ho ricevuto neppure una riga scritta” - ma “il clima generale e le circostanze hanno evidenziato il bisogno di voltare pagina, per tutti”. Le sue parole più nette: &lt;b&gt;a volte voler bene davvero a una comunità significa “avere il coraggio e l’umiltà di fare un passo indietro per il bene di tutti&lt;/b&gt;”. Lascerà anche la città, “per lasciare piena libertà e serenità di azione a chi verrà dopo di me”. Amministratore apostolico è mons. Luigi Testore, vescovo di Acqui. Il saluto ufficiale alla diocesi sarà il 4 ottobre.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nei legami che si coltivano in silenzio. &lt;b&gt;Un telegramma al Tempio Maggiore, un vescovo venuto dal fronte, un altro che si fa da parte: gesti che non fanno rumore e contano&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-11.webp" type="image/webp" length="9936"/></item>
<item><title>Ai nuovi vescovi: “Nessun Vescovo cammina da solo”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-10/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-10/</guid><pubDate>Thu, 10 Sep 2026 19:51:39 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Nell’Aula del Sinodo, Leone XIV chiude il corso di formazione per i nuovi vescovi. Un discorso che è insieme mandato e programma, con un passaggio esplicito sull’intelligenza artificiale come compito pastorale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’udienza si apre con una preghiera: il Papa invita a recitare un’Ave Maria per il padre del cardinale Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, e per la consolazione della famiglia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Poi il cuore del discorso, costruito su quattro tratti. &lt;b&gt;Rimanere con Gesù&lt;/b&gt;: “Siamo Vescovi, ma siamo anzitutto discepoli. Per parlare di Lui, abbiamo bisogno di stare con Lui.” Avere il cuore del buon Pastore: “Imparate i loro nomi, ascoltate le loro storie, entrate nelle loro case.” La sollicitudo pastoralis, che non significa avere molte responsabilità ma “portare il proprio popolo nel cuore”. E, con Agostino, l’amoris officium: il ministero come servizio d’amore. Ai vescovi raccomanda in particolare i sacerdoti anziani e malati: “A volte basta una telefonata, una visita, una parola affettuosa.”&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il passaggio sull’attualità è netto. Le tecnologie della comunicazione e l’intelligenza artificiale hanno aperto possibilità impensabili, “ma certamente non possono liberare l’umanità dal peccato e dalle sue conseguenze: lo dimostrano tragicamente le crisi che sta attraversando”. Leone XIV indica la Magnifica Humanitas come “visione e metodo” offerti anzitutto ai pastori, e chiede di promuovere nelle diocesi &lt;b&gt;percorsi di riflessione e dialogo sulla custodia dell’umano&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Molti dei presenti guidano Chiese giovani, “che forse possiedono poco, ma sono ricche di una fede grande”. A loro il Papa chiede di conservare un cuore missionario, aperto anche “ai cristiani di altre confessioni, ai credenti di altre religioni, alle persone che non professano una fede”. Con Agostino: “Per voi sono vescovo, con voi sono cristiano.”&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nella vicinanza che precede le parole. &lt;b&gt;Una visita, una benedizione, il tempo dato a un sacerdote: gesti piccoli che “possono rimanere nell’animo di una persona per tutta la vita&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-10.webp" type="image/webp" length="14674"/></item>
<item><title>All’Udienza: “La riduzione del corpo a oggetto è sempre negazione della dignità”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-09/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-09/</guid><pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:44:05 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Seconda catechesi sulla Gaudium et spes, dedicata alla dignità umana. Poi l’incontro con i vescovi amici dei Focolari, riuniti sul tema dell’unità in un tempo di polarizzazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La dignità, spiega Leone XIV, “scaturisce dall’essere stesso della persona”, non da capacità, ricchezze o ruolo. Cita la Magnifica Humanitas: è “un dono che la precede e la eccede”. Il passaggio più netto riguarda il corpo: contro ogni visione dualistica, l’essere umano è “unità di anima e di corpo”, e ridurre il corpo a oggetto “di cui disporre arbitrariamente” nega la dignità stessa. Tre le espressioni fondamentali richiamate dal Concilio: &lt;b&gt;l’intelligenza che cerca la verità&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;la coscienza che dà senso alla vita, la libertà che rende responsabili&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ai vescovi amici del Movimento dei Focolari, riuniti sul tema “testimoniare l’unità”, il Papa individua un paradosso occidentale: nonostante l’enfasi sulla libertà individuale, “le persone oggi si sentono spesso meno libere di essere sé stesse o di seguire i propri ideali più alti, per un timore nascosto di essere giudicate o di non integrarsi”. La libertà presentata come “autonomia assoluta” produce frammentazione. La risposta non sta nel moltiplicare comitati e progetti: &lt;b&gt;dobbiamo diventare contemplativi&lt;/b&gt;, tornare “alla sorgente della nostra unità nella Trinità”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Annunciata intanto la data che apre l’anno pastorale a Roma: venerdì 18 settembre, alle 17.30, sarà Leone XIV a presiedere l’Assemblea diocesana nella basilica di San Giovanni in Laterano. Nella lettera di invito il cardinale vicario Baldo Reina precisa che ogni parrocchia parteciperà con una propria rappresentanza, “perché l’Assemblea possa esprimere il volto dell’intera famiglia diocesana”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nella persona come relazione. &lt;b&gt;Contro l’individualismo che isola e le ideologie che manipolano, Leone XIV ricorda che essere persona significa “percepirsi come dono da condividere&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-09.webp" type="image/webp" length="6750"/></item>
<item><title>Ordinato l’arcivescovo di Chongqing. E ai giovani africani: “Non siete una gioventù sacrificata”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-08/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-08/</guid><pubDate>Tue, 08 Sep 2026 19:31:19 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Nella festa della Natività di Maria, un passo del dialogo con Pechino e un videomessaggio ad Accra. Due segnali che dicono l’ampiezza della geografia di questo pontificato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ordinazione episcopale di Andrea Ding Yang, quarantacinque anni, nominato arcivescovo di Chongqing il 28 luglio: la candidatura è stata approvata “nel quadro dell’Accordo Provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese”. Formatosi tra Pechino, Macao e Roma - dove ha studiato alla Santa Croce - guida ora una delle grandi metropoli del Paese. &lt;b&gt;Un nuovo passo della diplomazia paziente che Leone XIV ha ereditato e prosegue&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel videomessaggio per la prima Giornata della Gioventù dell’Africa Occidentale, ad Accra, il Papa alterna inglese e francese e va dritto al punto: “Non siete una gioventù sacrificata come molti possono pensare. Nella Chiesa-Famiglia di Dio, voi siete l’oggi di Dio, l’oggi della Chiesa!”. Riconosce il peso del dubbio e dell’insicurezza in un tempo di crisi, ma chiede di camminare insieme “assicurando che nessuno venga emarginato, isolato, escluso o rifiutato”. E ammonisce sul digitale, citando il proprio Messaggio per la GMG: “Le nostre domande più profonde non trovano né ascolto né risposta nello scorrere infinito dei nostri cellulari”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in una Chiesa che parla molte lingue. &lt;b&gt;Un vescovo ordinato in Cina, migliaia di giovani radunati ad Accra: Leone XIV lavora sui margini della mappa, dove la Chiesa cresce&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-08.webp" type="image/webp" length="7658"/></item>
<item><title>A Genazzano: “Immaginare la pace non è fantasia, è profezia”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-07/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-07/</guid><pubDate>Mon, 07 Sep 2026 20:38:36 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Leone XIV torna al santuario della Madre del Buon Consiglio, dove era andato dieci giorni dopo l’elezione. Celebra la Vigilia della Natività di Maria in un luogo di antica presenza agostiniana, e ne trae una meditazione sulla piccolezza che muove la storia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;“Nei primi giorni del pontificato ho sentito il dovere e un profondo desiderio di avvicinarmi a Genazzano”, ricorda il Papa citando la propria dedica del 10 maggio 2025. Oggi affida a Maria Bambina “ciò che in questa povera e magnifica umanità nasce ancora: fragile come un germoglio, ma segno della fedeltà di Dio”. &lt;b&gt;Maria è&lt;/b&gt; “&lt;b&gt;l’aurora di un giorno diverso, del nostro mondo liberato finalmente dal male&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’omelia si costruisce attorno a San Tommaso da Villanova, agostiniano, che si interrogava sul silenzio degli evangelisti su Maria: “Perché ci avete privato di una gioia così grande con il vostro silenzio?” Da quella domanda Leone XIV trae un metodo di fede: interrogare la Scrittura, “discutere col testo e dialogare coi testimoni della Rivelazione, come con degli amici”. Nel Vangelo di Matteo di Maria si riporta la presenza, non una parola. Eppure “il semplice esserci di Maria muove la storia intera”. In Cristo, osserva, Dio ha scelto le condizioni più umili per manifestare un Regno “in cui la prepotenza non ha posto e l’onnipotenza è creazione, servizio e cura della vita”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il finale è un esercizio che il Papa consegna come compito politico oltre che spirituale. Tommaso da Villanova invitava a dipingere Maria “nel profondo della tua anima”, perché “lo Spirito Santo non l’ha descritta per iscritto, ma ha aspettato che tu la dipingessi interiormente”. Leone XIV applica lo stesso all’oggi: “Vogliamo immaginare la pace - allargare i confini della comprensione e dipingercela nell’anima - per riconoscere che già esiste, per accoglierla e servirla”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta in ciò che nasce piccolo. &lt;b&gt;Una bambina a Betlemme, un germoglio di pace in tempo di guerra: Leone XIV chiede di saperli riconoscere prima che siano evidenti&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-07.webp" type="image/webp" length="35750"/></item>
<item><title>Ai vescovi latini nelle terre arabe: “Non abbiate paura della vostra piccolezza”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-03/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-03/</guid><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 19:45:29 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Due udienze che parlano di vocazione e resistenza. I vescovi della CELRA, che guidano comunità cristiane in Medio Oriente e nel Golfo, e i seminaristi di Molfetta e Aversa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla Conferenza Episcopale Latina nelle Regioni Arabe, Leone XIV comincia dai martiri: suor Leonella Sgorbati, le Missionarie della Carità uccise nello Yemen, i tanti caduti in Iraq e Siria. “I loro nomi forse non sono conosciuti dal mondo, ma sono ben noti a Dio”. Poi il cuore del discorso, davanti a comunità sempre più fragili per l’emigrazione: &lt;b&gt;la fecondità della Chiesa non si misura nei numeri, nelle strutture o nelle risorse, ma nella fedeltà al Vangelo&lt;/b&gt;. Una comunità piccola vale “non perché cerca il potere, ma perché serve; non perché risponde alla violenza con altra violenza, ma perché oppone alla forza la carità”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Raccomandazioni concrete: cura delle famiglie e dei giovani, attenzione ai migranti numerosi nel Golfo, dialogo con musulmani e altre tradizioni. “Dialogare non significa rinunciare alla propria identità, ma viverla senza paura dell’incontro”. E la consegna finale: “Non siete chiamati a risolvere tutti i problemi delle vostre terre, ma a essere fedeli. La semina appartiene a voi; la crescita appartiene a Dio”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ai seminaristi pugliesi e di Aversa, il Papa parte da Marco: Gesù salì sul monte e “chiamò a sé quelli che voleva”. Nessun concorso, nessuna graduatoria: “In un mondo che si affanna a celebrare l’autorealizzazione, nessuno di noi è qui perché se l’è meritato”. Difende il tempo del seminario contro chi lo giudica un lusso superato: “Non è un rinvio della missione, ma ne è la condizione”. E indica don Tonino Bello come modello. &lt;b&gt;Il seminario deve essere “una scuola degli affetti&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nel monte da cui si scende. &lt;b&gt;Che si guidi una minoranza in terre di guerra o si è agli inizi del cammino, Leone XIV ripete: l’incontro con Cristo non mette al sicuro, manda&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-03.webp" type="image/webp" length="13252"/></item>
<item><title>All’Udienza: “Non è possibile restare spettatori disinteressati”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-02/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-02/</guid><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 21:12:24 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Si apre un nuovo ciclo di catechesi: dopo la Sacrosanctum Concilium, Leone XIV affronta la Gaudium et spes e il rapporto tra Chiesa e mondo contemporaneo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Papa parte da Giovanni XXIII e dal suo dissenso verso i “profeti di sventura”, quelli che “arrivano fino al punto di comportarsi come se non avessero nulla da imparare dalla storia”. La Gaudium et spes, spiega, non è ingenuo ottimismo ma “rinnovata fedeltà al Mistero di Cristo” che scelse di condividere la nostra vita. Da qui l’esigenza di uscire “da ogni passività e indifferenza”: &lt;b&gt;non si può restare spettatori, occorre “ascoltare con il cuore, lasciarsi interpellare, farsi coinvolgere&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il passaggio più tagliente arriva sulle contraddizioni del presente, che la condivisione cristiana obbliga a smascherare: un progresso scientifico che offre nuove possibilità “solo ad alcuni”; ricchezze e potenza economica che lasciano “una grande parte degli abitanti del globo ancora tormentata dalla fame”; e la consapevolezza che è in gioco il futuro del pianeta accompagnata dall’incapacità di rinunciare al consumo egoistico e &lt;b&gt;all’illusione che la guerra sia una via efficace per costruire la pace&lt;/b&gt;. Citando Francesco, ribadisce che l’opzione per i poveri “è una categoria teologica prima che culturale, sociologica, politica o filosofica”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nella Chiesa che non guarda da lontano. &lt;b&gt;Al primo passo del nuovo ciclo, Leone XIV ricorda che la kenosi di Cristo non è un modello del passato: va realizzata oggi, a ogni livello&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-02.webp" type="image/webp" length="10920"/></item>
<item><title>Messa per il Creato: “Non è ancora troppo tardi”, ascoltiamo “la voce melodiosa della creazione”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-01/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-09-01/</guid><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 20:51:34 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Nella Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, Leone XIV celebra la Messa nel Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si’, a Castel Gandolfo. Si apre il Tempo del Creato, cinque settimane che si chiuderanno il 4 ottobre.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’omelia parte dalle Letture: il libro della Sapienza, il Salmo 18, il Vangelo degli uccelli del cielo e dei gigli del campo. “È superficiale fermarsi alla contemplazione del fuoco, del vento, dell’acqua impetuosa o delle stelle del cielo senza risalire al Creatore di tanta meraviglia.” E se Dio provvede a piante e animali, “quanto più sarà attento alle esigenze dei suoi amati figli e figlie”. L’invito più concreto arriva con un’immagine presa dalla tecnologia: &lt;b&gt;mettere in “modalità silenziosa” i rumori delle opere umane&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dalla contemplazione, dice il Papa, nasce la coscienza della responsabilità. E riprende dal suo Messaggio per la Giornata la chiamata profetica di Isaia a “forgiare le spade in vomeri”: “Non è ancora troppo tardi. Ciò che è stato usato per la distruzione può essere reindirizzato verso la vita, per la cura dei poveri, il nutrimento degli affamati e la salvaguardia del creato.” La conversione ecologica, precisa, è quella in cui “gli effetti dell’incontro con Gesù Cristo si manifestano con evidenza nel rapporto con il mondo che ci circonda”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Tempo del Creato si chiuderà il 4 ottobre, ottavo centenario del Transito di San Francesco. Leone XIV ricorda che proprio dal Poverello Papa Francesco trasse ispirazione per la Laudato si’ e per la nascita di questo Borgo. L’omelia si conclude con i versi del Cantico delle creature, recitati come preghiera comune.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nella conversione che parte dal silenzio. &lt;b&gt;Prima di cambiare il mondo, Leone XIV chiede di abbassare il volume e guardare cosa c’è già&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-09-01.webp" type="image/webp" length="18422"/></item>
<item><title>Appello per Haiti dopo il massacro di Kenscoff: “Siano rilasciati senza indugio tutti gli ostaggi”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-08-30/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-08-30/</guid><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 17:07:48 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Ultimo Angelus estivo da Piazza della Libertà. Leone XIV commenta il rimprovero di Pietro a Gesù, poi lancia due appelli - Haiti e l’alluvione tra Nepal e Tibet - e ringrazia Castel Gandolfo per l’ospitalità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Vangelo mette in scena la delusione di Pietro davanti all’annuncio della Passione: “Sì, credo che tu sei il Messia, ma non è così che si salva il mondo.” Un moto di zelo sincero, dice il Papa, che però ci interroga: anche per noi “non è sempre facile capire e accettare le vie di Dio, specialmente quando sono molto lontane dalle nostre”. Da Pietro vengono due lezioni: non interrompere mai il dialogo con il Signore, manifestandogli anche la propria fatica a comprendere; e non giudicare mai l’operare di Dio, restando in ascolto umile. &lt;b&gt;La grandezza del Primo degli Apostoli sta anche nel saper cambiare idea&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dopo la preghiera, l’appello più duro: da Haiti “giungono notizie drammatiche del grave massacro perpetrato a Kenscoff, nel quale hanno perso la vita numerose persone mentre altre sono sequestrate”. Leone XIV chiede il rilascio immediato degli ostaggi e si rivolge “a tutti i responsabili affinché si impegnino concretamente per garantire la sicurezza della popolazione”. Poi la preghiera per le vittime dell’alluvione in Nepal e Tibet.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Citando Agostino, di cui si è appena celebrata la memoria, il Papa offre un’immagine della pace: “simile al pane del miracolo che cresceva nelle mani dei discepoli mentre lo spezzavano e lo distribuivano”. Martedì inizia il Tempo del Creato, quest’anno sul tema “Acqua viva”: la cura della casa comune, ricorda, “richiede una conversione del cuore, affinché ciò che è stato usato per portare distruzione possa invece essere orientato alla vita”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nel non voltarsi dall’altra parte. &lt;b&gt;Ostaggi da liberare a Kenscoff, soccorsi da portare tra Nepal e Tibet: Leone XIV non chiede solo preghiere, ma responsabili che agiscano&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-08-30.webp" type="image/webp" length="10402"/></item>
<item><title>Il Papa in barca con la Madonna del lago: “L’odio e la violenza non portano nulla di buono, anche quando sono risposta a ingiustizie”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-08-29/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-08-29/</guid><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 21:41:27 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Leone XIV torna a Castel Gandolfo per la festa della Madonna del Lago: Messa nella piccola chiesa consacrata da Paolo VI e processione sulle acque del lago di Albano. Nella stessa giornata, un motu proprio che tocca l’assetto delle Chiese orientali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella chiesa di Maria Santissima del lago, il Papa si inserisce in una tradizione: Paolo VI ne volle e consacrò l’edificio, Giovanni Paolo II ne rinnovò il messaggio. L’omelia parte da Geremia - “Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre” - e arriva al cuore: dopo i miracoli, Gesù svela che la gloria passa dalla croce. Leone XIV smonta l’obiezione più diffusa: porgere l’altra guancia “è da perdenti”, donare davanti al rifiuto “è da ingenui”, perdonare senza limiti “è da deboli”. La risposta resta categorica: &lt;b&gt;solo la via dell’amore conduce alla vita&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La processione stessa diventa catechesi. Il simulacro della Madonna imbarcato su un battello, con il Papa a bordo, richiama Gesù che raggiunge i discepoli impauriti camminando sulle acque e seda la tempesta: “Proprio quando erano più spaventati, in balia dei venti contrari, li ha esortati ad avere fede.” Il congedo è un’immagine: essere, uniti al Figlio e alla Madre, “non solo sul lago, ma in tutte le notti del mondo, un riflesso rasserenante della presenza di Dio”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pubblicato il motu proprio Mutua Concordia, che modifica due canoni del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. La novità: i Sinodi dei Vescovi delle Chiese patriarcali potranno rimuovere dall’ufficio il proprio Patriarca per causa grave, con voto segreto dei due terzi e piena facoltà di difesa. Al Papa resta il solo assenso finale, per garantire - spiega il testo - la libertà dei Padri “al riparo da qualsiasi possibile indebita pressione interna o esterna”. &lt;b&gt;Un rafforzamento della collegialità orientale, anche in chiave ecumenica&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nella navigazione condivisa. &lt;b&gt;Sul lago di Albano come nei Sinodi d’Oriente, Leone XIV ripete che nessuno arriva a riva da solo&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-08-29.webp" type="image/webp" length="6490"/></item>
<item><title>Sull’IA: “L’uomo rischia di diventare vittima delle proprie invenzioni”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-08-28/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-08-28/</guid><pubDate>Fri, 28 Aug 2026 17:19:56 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Nella memoria di sant’Agostino, due udienze e un lutto. Leone XIV riceve gli scienziati dell’amministrazione pubblica e i vincenziani americani, e invia le condoglianze alla Norvegia per la morte di re Harald V.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;All’Institut International des Sciences Administratives, di cui la Santa Sede è membro, il discorso più politico della giornata. Leone XIV pone una domanda diretta: la velocità con cui si sviluppa l’intelligenza artificiale spinge a chiedersi “se in futuro si potranno controllare queste macchine, se l’uomo non rischi di diventare vittima delle proprie invenzioni”. E individua il problema grave: “le decisioni che riguardano la vita umana sono affidate a macchine”. Citando la Magnifica Humanitas: “Chiedere prudenza, controlli rigorosi e talvolta persino un rallentamento nell’adozione dell’IA non significa essere contro il progresso, ma dare prova di attenzione responsabile verso la famiglia umana”. &lt;b&gt;E un avvertimento sulla concentrazione di potere&lt;/b&gt;: questi strumenti si concentrano “nelle mani dei grandi attori economici e tecnologici, che lo Stato fatica a controllare”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla delegazione della Società di San Vincenzo de’ Paoli degli Stati Uniti, Leone XIV ricorda che il santo patrono “dimostrò che preghiera e giustizia sociale non sono soltanto complementari, ma inseparabili”. Citando Dilexi Te e sant’Agostino, di cui oggi ricorre la festa: prendersi cura degli altri, quando è mosso dall’amore, “non aiuta solo chi è nel bisogno, ma apre il cuore di chi dona alla grazia di Dio”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il telegramma al re Haakon VIII per la morte del padre, Harald V. Leone XIV ricorda “i suoi molti anni di servizio devoto al Regno” e invoca sul popolo norvegese “le benedizioni di consolazione e di pace”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nel custodire l’umano. &lt;b&gt;Dalle macchine che decidono sulla vita alla carità che riconosce un volto, Leone XIV indica la stessa misura: la persona, mai sacrificata agli interessi privati&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-08-28.webp" type="image/webp" length="13888"/></item>
<item><title>Droghe e giovani: “Il fallimento di un mondo disumanizzato”. E il cordoglio per le vittime in Nepal</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-08-27/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-08-27/</guid><pubDate>Thu, 27 Aug 2026 20:09:45 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Un’udienza dedicata alle dipendenze giovanili in America Latina, promossa dalla Pontificia Commissione con CELAM e Organizzazione degli Stati Americani. E un telegramma per le vittime delle inondazioni in Nepal.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Leone XIV legge le dipendenze come sintomo di un fallimento collettivo: “Un fenomeno complesso che mette in evidenza il fallimento di un mondo disumanizzato”. Chiede risposte integrali - prevenzione comunitaria, assistenza scientifica, “giustizia dal volto umano”, accompagnamento pastorale - e indica quattro ponti di collaborazione: tra Chiesa e organismi internazionali, tra scienza e fede, tra le Chiese dei diversi continenti, e il ponte ecumenico. Sulla scienza è netto: la Chiesa non pretende “di competere con le neuroscienze, la psichiatria o la sanità pubblica, o di occuparne il posto”, ma di illuminare a partire dal Vangelo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il passaggio centrale riguarda la famiglia, “chiesa domestica” secondo il Concilio: &lt;b&gt;non esiste prevenzione migliore contro le droghe&lt;/b&gt;. Il Papa ricorda le famiglie distrutte dal consumo, dalla violenza, dal reclutamento criminale dei figli, dalla povertà. E chiude con il Buon Samaritano: “Costruiamo una Chiesa che si ferma, si avvicina, si commuove, unge le ferite, nutre e diventa casa.”&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un telegramma, a firma del cardinale Parolin, per le vittime delle inondazioni improvvise in Nepal: vicinanza ai familiari in lutto e preghiera per il personale impegnato nei soccorsi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nella prossimità che non passa oltre. &lt;b&gt;Dalle periferie latinoamericane alle valli nepalesi, Leone XIV chiede alla Chiesa la stessa cosa: diventare casa per chi non ne ha&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-08-27.webp" type="image/webp" length="21232"/></item>
<item><title>Sulla riforma liturgica: “Rigettare gli abusi che ancora oggi si verificano”</title><link>https://riccardobenotti.it/filo/2026-08-26/</link><guid isPermaLink="true">https://riccardobenotti.it/filo/2026-08-26/</guid><pubDate>Wed, 26 Aug 2026 17:49:45 +0200</pubDate><dc:creator>Riccardo Benotti</dc:creator><description>&lt;p&gt;Ultima catechesi sulla Sacrosanctum Concilium. Leone XIV difende la riforma liturgica conciliare e insieme richiama i pastori alle loro responsabilità. Poi l’incontro con i vescovi luterani di Norvegia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La riforma liturgica, spiega il Papa, non nacque all’improvviso: fu preparata da Pio XI, Pio XII e Giovanni XXIII, in sintonia con il Movimento liturgico. Cita il cardinale Montini, futuro Paolo VI, che nel 1962 scriveva ai milanesi: i fedeli “non possono e non devono più rimanere muti e passivi. La loro materiale presenza non può accordarsi con la loro spirituale assenza”. La liturgia consta di “una parte immutabile, perché di istituzione divina, e di parti suscettibili di cambiamento”. &lt;b&gt;La riforma conciliare si colloca “nel solco della tradizione vivente della Chiesa&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma il passaggio più netto arriva sugli abusi postconciliari, “che purtroppo talora ancor oggi si verificano, assolutizzando o mal comprendendo alcuni dei principi che stavano alla base della riforma stessa”. Le azioni liturgiche, ricorda citando il Concilio, “non sono azioni private ma celebrazioni della Chiesa”. Da qui la responsabilità dei vescovi e di ogni singolo sacerdote: custodire una liturgia che &lt;b&gt;risplenda “per nobile semplicità&lt;/b&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ai vescovi della Chiesa di Norvegia, Leone XIV legge il tempo presente con franchezza: cresce “un’animosità tra i popoli”, visibile non solo nei conflitti internazionali ma anche “nell’amarezza che spesso caratterizza il discorso politico e sociale”. La via indicata è quella di Gesù: “Bontà e carità hanno il potere di disarmare.” Ricorda infine sant’Olav e santa Sunniva, che con le loro vite “aiutarono a unire i popoli”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il filo del giorno sta nella liturgia come casa comune. &lt;b&gt;Una riforma da custodire senza stravolgerla, un’unità cristiana da cercare anche con piccoli gesti&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description><enclosure url="https://riccardobenotti.it/img/filo/2026-08-26.webp" type="image/webp" length="17206"/></item>
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