Dio ti chiama per nome. E ti dice “amico”

Mentre le tessere di un mosaico prendono forma per l’eternità, in Aula Paolo VI risuona la parola che riscrive ogni distanza: “Non vi chiamo più servi, ma amici”. Leone XIV inaugura il ciclo sul Concilio Vaticano II partendo dalla Dei Verbum. E spiega che tra l’uomo e Dio, da adesso, c’è solo l’amore.
Nell’Udienza generale, il Papa apre la Costituzione dogmatica sulla Rivelazione e la fa diventare cronaca quotidiana. L’alleanza non è più asimmetrica. In Gesù, Dio ci rende figli. La somiglianza con Lui non si raggiunge attraverso la trasgressione – come suggeriva il serpente a Eva – ma nella relazione col Figlio fattosi uomo. “Dio parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi”. Non con chiacchiere, ma con parole vere che rivelano chi siamo.
Il 25 gennaio, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, Leone XIV presiederà i Secondi Vespri della Conversione di san Paolo. Uno solo il corpo, uno solo lo Spirito: chiuderà così la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, proprio nella basilica dove – a 13 metri d’altezza – brillerà per sempre il suo volto in mosaico, accanto a Francesco.
Otto mesi dopo l’elezione, lo Studio del Mosaico Vaticano ha completato il tondo dedicato a Leone XIV: 137 centimetri di smalti vetrosi e oro, realizzati con l’antica tecnica vaticana dal bozzetto di Rodolfo Papa. Un volto eterno che entra nella galleria dei successori di Pietro. Il bozzetto pittorico resterà alla Fabbrica di San Pietro, tra i ritratti dei papi. L’opera musiva – fissata con stucco oleoso secondo tradizione – salirà nella navata destra della Basilica paolina.
L’amicizia con Dio – avverte il Papa – si nutre di attenzioni quotidiane. “Le amicizie possono finire per disattenzioni che sfaldano il rapporto”. Di qui la necessità della preghiera, liturgica e personale: “Solo quando parliamo con Dio, possiamo anche parlare di Lui”. L’amicizia con Dio è la nostra salvezza. Tra tessere di mosaico e parole di Rivelazione, il filo del giorno tiene insieme la stessa verità: Dio non ci tratta da servi. Ci cerca, ci parla, ci aspetta.