Leone, il filo del giorno ·

Il Papa incontra i familiari delle vittime di Crans-Montana: “Perché, Signore, perché?”

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Foto della puntata del 15 gennaio 2026: Il Papa incontra i familiari delle vittime di Crans-Montana: “Perché, Signore, perché?”
Foto Vatican Media

C’è una domanda che attraversa il dolore quando le parole non bastano più. È la stessa che Gesù gridò sulla croce: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Stamattina in Vaticano, Leone XIV l’ha raccolta dalle lacrime dei familiari delle vittime di Crans-Montana. E ha risposto con l’unica parola possibile: la Resurrezione.

Nell’udienza ai familiari delle vittime dell’incendio svizzero, il Papa non ha cercato spiegazioni che non esistono. Non ci sono parole umane all’altezza di tanto dolore. “Quando ho saputo che qualcuno di voi aveva chiesto questa udienza, subito ho detto: sì, troveremo il tempo”. Ha voluto condividere un momento che è prova della fede. E ha detto: “Io non posso spiegarvi perché sia stato chiesto a voi e ai vostri cari di affrontare una tale prova”. Ma ha aggiunto con forza: “La vostra speranza non è vana, perché Cristo è veramente risorto”.

Il Papa ha ricordato che la risposta del Padre al grido del Figlio si fa attendere tre giorni, nel silenzio. Ma poi, che risposta: Gesù risorge glorioso, vivendo per sempre nella gioia eterna della Pasqua. “Nulla potrà mai separarvi dall’amore di Cristo, così come i vostri cari che soffrono o che avete perso”. La fede illumina i momenti più bui con una luce insostituibile che aiuta a continuare il cammino. Gesù precede su questo cammino di morte e resurrezione che richiede pazienza e perseveranza.

Leone XIV ha affidato i familiari a Maria Addolorata, che vide il Figlio morire sulla croce. Maria sa cosa significa avere il cuore trafitto. “Rivolgete a lei senza riserve le vostre lacrime e cercate in lei il conforto materno che forse solo Maria saprà dare”. Come Maria, “saprete attendere nella notte della sofferenza ma con la certezza della fede, che un giorno sorga un nuovo giorno. E ritroverete la gioia”.

Il filo del giorno corre tra lacrime vere e una speranza più vera ancora. Leone XIV non ha dato risposte facili, ma ha condiviso il dolore. Ha pregato il Padre Nostro e l’Ave Maria insieme a chi ha perso tutto in una notte di fuoco. E ha benedetto chi porta la croce oggi, con la certezza che Cristo è risorto. Per sempre.