Gesù non è un canale di verità. Ha un corpo reale

Due agnelli presentati al Papa nella cappella di Urbano VIII. La loro lana sarà utilizzata per i Palli dei nuovi Arcivescovi. Mentre in Aula Paolo VI Leone XIV spiega che Gesù rivela il Padre proprio con la sua umanità integrale. Non sono solo idee che si trasmettono, ma un corpo reale che abita il mondo, percepisce, sente, guarda la realtà.
Nell’Udienza generale, il Papa prosegue le catechesi sulla Dei Verbum. Gesù ci rivela il Padre coinvolgendoci nella sua relazione con Lui. “Grazie a Gesù conosciamo Dio come siamo da Lui conosciuti”. In Cristo, Dio ha comunicato sé stesso e ci ha manifestato la nostra vera identità di figli, creati a immagine del Verbo. “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, perché ricevessimo l’adozione a figli”. Leone XIV insiste: Gesù rivela il Padre con tutta la sua presenza, con le parole e le opere, i segni e i miracoli, la morte e la risurrezione, l’invio dello Spirito. “Per conoscere Dio in Cristo dobbiamo accogliere la sua umanità integrale”.
Il Papa spiega che non basta considerare Gesù come canale di trasmissione di verità intellettuali. Se Gesù ha un corpo reale, la verità di Dio si realizza in quel corpo. “Col suo modo proprio di percepire e sentire la realtà, col suo modo di abitare il mondo e di attraversarlo”. Gesù stesso ci invita a condividere il suo sguardo: “Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro?”. A salvarci non sono solo la morte e risurrezione, ma la persona stessa di Gesù: che s’incarna, nasce, cura, insegna, soffre, muore, risorge e rimane fra noi.
Nella memoria di Sant’Agnese, due agnelli vengono presentati al Papa nella Cappella di Urbano VIII. La loro lana diventerà i Palli degli Arcivescovi. Il Pallio è insegna liturgica d’onore e giurisdizione, stretta fascia di lana bianca decorata da sei croci in seta nera, che il Papa indossa e consegna agli Arcivescovi Metropoliti il 29 giugno, nella solennità dei santi Pietro e Paolo. Gli agnelli benedetti nella Basilica di Sant’Agnese sulla via Nomentana diventano segno di comunione e autorità pastorale.
Il filo del giorno corre tra l’umanità di Cristo e la lana degli agnelli. La verità di Dio passa attraverso la carne. Leone XIV lo spiega nell’Udienza: Gesù rivela col suo corpo reale, col suo modo di guardare il mondo. E la Chiesa lo celebra con un rito antico: agnelli benedetti, lana tessuta, Palli consegnati. La comunione degli Arcivescovi col Papa passa attraverso un segno materiale. Come l’Incarnazione.