Custodire voci e volti umani: l’IA non può sostituirci

“Volto e voce sono sacri. Ci sono stati donati da Dio che ci ha creati a sua immagine”. Nella memoria di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, Leone XIV pubblica il Messaggio per la LX Giornata delle Comunicazioni Sociali. E lancia l’allarme più forte finora pronunciato da un Papa sull’intelligenza artificiale: rischia di modificare i pilastri della civiltà umana.
Il Papa spiega che l’IA simula voci e volti, sapienza e conoscenza, empatia e amicizia. Ma la sfida non è tecnologica, ma antropologica. “Non siamo una specie fatta di algoritmi biochimici. Ciascuno ha una vocazione insostituibile”. Leone XIV denuncia: gli algoritmi dei social premiano emozioni rapide e penalizzano la riflessione, chiudono in bolle di consenso, indeboliscono l’ascolto e il pensiero critico. “Sottrarsi allo sforzo del proprio pensiero rischia di erodere le nostre capacità cognitive, emotive e comunicative”.
Il Papa avverte: l’industria creativa rischia di essere sostituita con l’etichetta “Powered by AI”. Rinunciare al processo creativo significa seppellire i talenti. “I chatbot eccessivamente affettuosi possono invadere la sfera dell’intimità”. Diventa difficile capire se stiamo interagendo con esseri umani o bot. “Ci lasciamo derubare della possibilità di incontrare l’altro, che è sempre diverso da noi”. L’IA può illuderci con realtà parallele, appropriandosi dei nostri volti e voci.
Leone XIV chiede responsabilità, cooperazione, educazione. Una manciata di aziende controlla tutto. “Dietro questa forza invisibile ci sono solo i creatori della persona dell’anno 2025, gli architetti dell’IA”. Il Papa chiede alle piattaforme di non massimizzare solo il profitto ma il bene comune, ai creatori di IA trasparenza, ai legislatori di vigilare sulla dignità umana. “L’informazione è un bene pubblico”. E invoca l’alfabetizzazione digitale nei sistemi educativi.
Un grido nel giorno della memoria del patrono dei giornalisti. Abbiamo bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona. Leone XIV non chiede di fermare l’innovazione, ma di guidarla. La sfida è antropologica: custodire noi stessi. Perché volto e voce sono sacri.