Leone, il filo del giorno ·

Uno in Cristo, uniti nella missione

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Foto della puntata del 25 gennaio 2026: Uno in Cristo, uniti nella missione
Foto Vatican Media

Conversione di San Paolo, domenica della Parola di Dio, chiusura della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, 100ª Giornata Missionaria Mondiale. All’Angelus Leone XIV spiega quando e dove inizia la missione. Ai Vespri in San Paolo fuori le Mura chiude la Settimana ecumenica. Nel Messaggio missionario lancia l’appello: tutta la Chiesa per la conversione del mondo.

All’Angelus, il Papa commenta la chiamata dei primi discepoli. Quando inizia Gesù? Dove? Quando Giovanni Battista è arrestato, in un momento oscuro. A Cafarnao, terra multiculturale di pagani e commerci. “Ogni tempo e ogni luogo della nostra vita sono visitati da Dio. Il Vangelo va annunciato in ogni circostanza, perché sia lievito di fraternità tra culture, religioni e popoli”. Leone XIV denuncia gli attacchi all’Ucraina: “Il protrarsi delle ostilità allarga la frattura tra i popoli e allontana una pace giusta”. Saluta i ragazzi dell’Azione Cattolica: “Non siate mai violenti, né con le parole né con i gesti. Il male si vince solo con il bene”.

Ai Vespri in San Paolo fuori le Mura, il Papa chiude la Settimana ecumenica citando Paolo: “Un solo corpo, un solo Spirito, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio”. Noi siamo uno, lo siamo già. “Riconosciamolo, sperimentiamolo, manifestiamolo”. Leone XIV ricorda la commemorazione del Credo niceno a İznik due mesi fa: “Recitare insieme il Credo nel luogo della sua redazione è stata testimonianza preziosa della nostra unità in Cristo”. E cita Francesco: “Il cammino sinodale è e deve essere ecumenico”. Mentre guardiamo al 2033, bimillenario della Pasqua, “impegniamoci a sviluppare pratiche sinodali ecumeniche”.

Nel Messaggio per la 100ª Giornata Missionaria Mondiale, il Papa rilancia il motto del Beato Paolo Manna: “Tutta la Chiesa per la conversione di tutto il mondo”. L’unità è la condizione della missione, l’amore ne è la sostanza. “Essere cristiani non è un insieme di pratiche: è una vita in unione con Cristo”. Leone XIV ringrazia le Pontificie Opere Missionarie e i missionari ad gentes: “Hanno lasciato tutto per annunciare il Vangelo in luoghi difficili, poveri, segnati da conflitti”. E invoca San Francesco d’Assisi a 800 anni dal transito: “Molto si deve amare l’amore di Colui che molto ci ha amato”.

Il filo del giorno corre da Paolo convertito ai cristiani chiamati all’unità, dai missionari che partono alla Chiesa che prega insieme. Uno in Cristo, uniti nella missione. Leone XIV lo scrive nel centenario della Giornata Missionaria, lo celebra chiudendo la Settimana ecumenica, lo predica all’Angelus. La missione nasce dall’amore, si vive nell’amore, conduce all’amore. Sempre.