Focolari e giornalisti: il Papa e il compito di unire

Due incontri lontani per natura, vicini per vocazione. Leone XIV riceve l’assemblea generale dei Focolari e scrive alla redazione di Tgcom24 per i suoi venticinque anni. A entrambi consegna la stessa sfida: costruire unità in un mondo che tende alla divisione.
Ai Focolari, riuniti a Castel Gandolfo per l’assemblea generale che ha riconfermato Margaret Karram alla presidenza, Leone XIV parla con franchezza. Onora il carisma di Chiara Lubich — “un seme semplice ma potente” — e riconosce che il Movimento è chiamato a fare “da contrappeso e da argine a tanti seminatori di odio”. Ma non risparmia un richiamo esigente sulla fase post-fondazionale: occorre discernere cosa è essenziale al carisma e cosa no, abbandonare pratiche “che hanno presentato aspetti problematici”, garantire trasparenza a tutti i livelli. E precisa: l’unità non è uniformità — “potrebbe portare a svalutare le proprie convinzioni, a detrimento della libertà personale e dell’ascolto della propria coscienza”.
A Tgcom24, per i venticinque anni della rete Mediaset, Leone XIV invia un messaggio breve ma denso. In un tempo di “parole troppo spesso gridate sul web”, i media hanno la missione di “costruire ponti di dialogo” e guardare “con rispetto, solidarietà e compassione alle periferie della sofferenza”. Contrastare le fake news, promuovere una cultura dell’incontro, tendere verso “una pace disarmata e perseverante”. Affida la redazione a san Francesco di Sales, patrono della stampa cattolica.
Il filo del giorno è l’unità come compito, non come dato acquisito. Lo dice ai Focolari che la vivono da decenni, e lo dice ai giornalisti che ogni giorno devono sceglierla da capo.