Morte di Ilia II, Lazzaro e il Medio Oriente: il Papa e il peso della morte

La quinta domenica di Quaresima porta in piazza San Pietro il Vangelo di Lazzaro. E porta anche la notizia della morte del Catholicos-Patriarca di tutta la Georgia, Ilia II. La morte come domanda, e la risurrezione come risposta: Leone XIV le tiene insieme senza forzature.
All’Angelus, il Papa commenta la risurrezione di Lazzaro come soglia della Settimana Santa. Non è un discorso astratto: il grido di Gesù — “Vieni fuori!” — diventa invito a uscire “dal sepolcro dell’egoismo, del materialismo, della violenza, della superficialità”. Cita Agostino: “Siamo fatti per Dio e non troviamo pace finché non riposiamo in Lui”. La sete di infinito che ognuno porta in sé non può essere estinta da ciò che passa.
Dopo l’Angelus, il tono si fa grave. Sul Medio Oriente Leone XIV non si limita a pregare: “Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone. La morte e il dolore provocati da queste guerre sono uno scandalo per tutta la famiglia umana e un grido al cospetto di Dio”. Rinnova l’appello a cessare le ostilità e aprire “cammini di pace fondati sul dialogo sincero”.
La Sala Stampa pubblica il messaggio di cordoglio per la morte di Ilia II, Catholicos-Patriarca di tutta la Georgia, scomparso nei giorni scorsi. Leone XIV lo ricorda come “voce di riconciliazione e instancabile costruttore di unità”, che ha guidato il popolo georgiano “attraverso tempi difficili e profondi cambiamenti epocali”. Rievoca la sua passione per la musica — “stimolo alla ricerca della bellezza di Dio” capace di “unire i popoli e avvicinare le Chiese al di là delle differenze culturali e teologiche” — e i suoi incontri fraterni con Giovanni Paolo II e Francesco. Al cuore del messaggio, Paolo: “Se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede”. Di fronte alla morte di un pastore, “i cuori non cedono alla disperazione”: la vita “non è tolta, ma trasformata”.
Il filo del giorno è la risurrezione come unica risposta seria alla morte. Lo dice il Vangelo di Lazzaro, lo dice il cordoglio per Ilia II, lo dice l’appello sul Medio Oriente: davanti allo scandalo della morte, Leone XIV non abbassa lo sguardo.