Annunciazione: gerarchia, vocazione e dialogo islamico: il Papa nella settimana delle Palme

Solennità dell’Annunciazione, ultima udienza generale prima della Domenica delle Palme. Leone XIV parla alla gerarchia come servizio, ai giovani come vocazione, ai cristiani e musulmani africani come fratellanza possibile. Tre registri diversi, una sola urgenza: la Chiesa che si prepara alla Pasqua.
All’Udienza Generale, la catechesi sulla Lumen gentium entra nel capitolo III: la dimensione gerarchica della Chiesa. Leone XIV sgombra subito il campo da equivoci: la gerarchia “non è una costruzione umana funzionale all’organizzazione interna”, ma “una divina istituzione” a servizio della missione. Richiama Paolo VI: la gerarchia è “nata dalla carità di Cristo”. Vescovi, presbiteri e diaconi non sono un apparato: sono un servizio, indicato dalla Scrittura stessa con il termine “diakonia”. In chiusura, chiede preghiera per ministri “ardenti di carità evangelica”.
Al Procmura — il programma per le relazioni cristiano-musulmane in Africa, con sede in Kenya — Leone XIV porta un messaggio in vista del viaggio africano. Cita Nostra aetate: la Chiesa “non rigetta nulla di quanto è vero e santo” nelle altre religioni. E riprende le parole dette ai leader religiosi mondiali nell’ottobre 2025: la responsabilità comune è “aiutare il nostro popolo a liberarsi dalle catene del pregiudizio, dell’ira e dell’odio” per diventare “profeti del nostro tempo”.
Tre notizie in parallelo. Leone XIV pubblica il messaggio per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni: la vocazione come “scoperta interiore del dono di Dio”, che nasce dal silenzio e dall’amicizia con il “pastore bello” — citando il greco del Vangelo di Giovanni. Nomina mons. Anthony Randazzo, vescovo australiano, nuovo Prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi. E chiude la giornata dell’Annunciazione invitando a seguire il “sì” di Maria.
Il filo del giorno è l’obbedienza come libertà. La gerarchia che serve, i giovani che ascoltano, i cristiani e i musulmani che dialogano: Leone XIV prepara la Chiesa alla Pasqua con la stessa parola di Maria: eccomi.