“Spero di essere ascoltato per il calore della Parola di Dio”

Martedì di riposo a Castel Gandolfo. Ma all’uscita da Villa Barberini, Leone XIV si ferma con i giornalisti. A due giorni dalla visita del segretario di Stato americano Marco Rubio in Vaticano, e dopo i ripetuti attacchi di Trump, il Papa risponde senza alzare la voce.
Le parole sono misurate, ma nette: “Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, lo faccia con la verità. La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi non c’è nessun dubbio”. Poi, senza nominare Trump: “Spero semplicemente di essere ascoltato per il calore della parola di Dio”. Sulla visita di Rubio, Leone XIV invita alla “cultura del dialogo” e aggiunge: “Penso che i temi per cui viene non siano quelli di oggi”. Un modo di separare la polemica dalla diplomazia.
A chi gli chiede se ha qualcosa da aggiungere sulle polemiche, Leone XIV risponde riportando tutto all’inizio: “Ormai siamo vicini all’anniversario dell’elezione. ’La pace sia con voi’”. È il saluto del Risorto che ha scelto come programma dal primo momento. Nel frattempo, il cardinale Parolin chiude la questione con Paolo: il Papa va avanti per la sua strada “opportune et importune”.
Il filo del giorno è la fermezza senza strepito. Leone XIV non risponde alla provocazione con un’altra provocazione: ripete il Vangelo e lascia che sia quello a fare rumore.