Leone, il filo del giorno ·

Alla Sapienza: “Noi siamo un desiderio, non un algoritmo”

di

Foto della puntata del 14 maggio 2026: Alla Sapienza: “Noi siamo un desiderio, non un algoritmo”
Foto Vatican Media

La visita che non si fece nel 2008, con Benedetto XVI, oggi si compie. Leone XIV entra alla Sapienza Università di Roma, la più grande università d’Europa, e porta un discorso che non è né protocollo né omelia: è un manifesto.

Nell’Aula Magna, Leone XIV parla prima agli studenti, poi ai docenti. Agli studenti: riconosce il malessere - “il ricatto delle aspettative e la pressione delle prestazioni, menzogna pervasiva di un sistema distorto” - e risponde con una domanda radicale: “Chi sei?”. Non siamo la somma di ciò che abbiamo, né un algoritmo: “Noi siamo un desiderio”. Ai docenti: “Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare”. Chiede loro di avere fiducia negli studenti: “Domandatevi spesso: ho fiducia in loro?”. E lancia due appelli netti: non chiamate “difesa” un riarmo che depaupera investimenti in educazione e salute; la ricerca sia un radicale sì alla vita.

Prima di entrare in Aula Magna, Leone XIV si era fermato nella Cappella universitaria: “Chi ricerca, chi studia, chi cerca la verità, alla fine cerca Dio”. E apprezza che la Diocesi di Roma e la Sapienza abbiano firmato una convenzione per un corridoio umanitario universitario dalla Striscia di Gaza.

In un videomessaggio all’evento ecumenico Thy Kingdom Come, Leone XIV riprende Agostino - “il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te” - e cita la sua omelia della Veglia pasquale: siamo chiamati a “cantare con la vita l’Alleluia che proclamiamo con le labbra”.

Il filo del giorno è la Sapienza presa sul serio. Leone XIV è entrato nell’ateneo che contestò Benedetto XVI e ha parlato senza schermi: di guerra, di riarmo, di clima, di dignità della persona.