La liturgia cuore della Chiesa: il Papa apre il nuovo ciclo di catechesi

Chiuso il ciclo sulla Lumen gentium, Leone XIV apre oggi quello sulla Sacrosanctum Concilium, la Costituzione sulla liturgia. In piazza San Pietro è presente anche il Catholicos armeno Aram I, accolto con un saluto fraterno e una preghiera per la pace in Libano.
Leone XIV saluta Aram I davanti a tutti i fedeli: “Questa visita fraterna rappresenta un’importante occasione per rafforzare i legami di unità”. E invita l’assemblea a pregare “per la pace in Libano e nel Medio Oriente, ancora una volta straziato dalla violenza”. L’ecumenismo non è solo dialogo teologico: è preghiera comune per i popoli che soffrono.
La catechesi inaugura il nuovo ciclo sulla Sacrosanctum Concilium. Leone XIV chiarisce subito che i Padri conciliari non volevano solo riformare i riti, ma condurre la Chiesa a contemplare “il mistero di Cristo”. La liturgia è definita “culmine e fonte” di tutta l’azione ecclesiale: non sostituisce la predicazione o il servizio ai poveri, ma li nutre e li orienta. Cita Agostino: celebrando l’Eucaristia, la Chiesa “riceve il Corpo del Signore e diventa ciò che riceve”. E cita Francesco: “Il mondo ancora non lo sa, ma tutti sono stati invitati al banchetto di nozze dell’Agnello”.
Il filo del giorno è la liturgia come porta aperta sul mondo. La presenza di Aram I e la catechesi sulla Sacrosanctum dicono la stessa cosa: la Chiesa non celebra per sé stessa, ma per il mondo intero.