Corpus Domini a Madrid: un milione e 200mila fedeli, la chiave d’oro della città

Secondo giorno in Spagna. Leone XIV celebra il Corpus Domini in Plaza de Cibeles davanti a oltre un milione di fedeli, riceve la chiave d’oro di Madrid, incontra cultura e sport alla Movistar Arena. Una giornata che condensa in poche ore il senso dell’intero viaggio.
Alla Messa del Corpus Domini, un milione e duecentomila fedeli in Plaza de Cibeles. Leone XIV nell’omelia legge la processione come atto politico e spirituale insieme: “Il Cristo che passa per le strade nell’ostensorio è lo stesso che si identifica con i poveri, i malati, i soli e gli scartati”. La religiosità spagnola non deve essere “un museo del passato da visitare, ma una scuola di fede dalla quale attingere”. Cita san Giovanni della Croce, incarcerato a Toledo proprio alla vigilia del Corpus Domini del 1578: anche nella notte più fitta, “la fonte eterna nascosta” scorre e disseta.
Alla Movistar Arena, quindicimila persone tra artisti, imprenditori, sindacalisti, sportivi. Sul palco Antonio Banderas, le atlete Carolina Marín e Teresa Perales Fernández, la ballerina Sara Baras. Leone XIV chiede a ognuno di chiedersi “cosa stiamo seminando oggi”. La cultura come “coltivazione”: “L’università non volti le spalle al mondo del lavoro; l’impresa non consideri il dipendente un semplice fattore; l’arte non abbia come unico fine le élite; lo sport non sia ridotto a spettacolo.” E sulla fede in Europa: “Spalancate le porte a Cristo! Gesù Cristo non ci toglie nulla e ci dona tutto”.
Il filo del giorno è l’Eucaristia che non resta nel tempio. Come il Cristo della processione esce per le strade, così Leone XIV chiede alla Spagna di portare la fede fuori dal tempio e nella società.