Al Parlamento: “Disarmare il linguaggio. La fermezza non esige disprezzo”. E ascolta sei vittime di abusi

Terzo giorno in Spagna, il più intenso. Leone XIV parla al Parlamento, incontra i vescovi, ascolta sei vittime di abusi, offre la rosa d’oro alla Vergine dell’Almudena e chiude al Bernabéu con la comunità diocesana.
Al Congresso dei Deputati, discorso denso e diretto. Leone XIV invoca la Scuola di Salamanca come radice della coscienza giuridica moderna: la dignità umana “precede ogni concessione dello Stato”. Sul riarmo: “La vera sicurezza nasce dalla giustizia, dal dialogo paziente, non dalle armi”. Sull’IA militare: le decisioni sulla vita non possono essere “scaricate su automatismi”. Sulla vita: “Ogni vita umana deve essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto”. E sul linguaggio: “Disarmare il linguaggio. La fermezza non esige disprezzo”.
Ai vescovi spagnoli, Leone XIV usa l’immagine del Cammino di Santiago: alleggerire i bagagli, abbandonare strutture inutili, portare il Viatico. Sul fronte degli abusi: “Ogni persona ferita deve poter trovare ascolto sincero, accoglienza e percorsi reali di guarigione”.
In Nunziatura, quasi un’ora con sei vittime di abusi da parte di membri del clero. Ascolta, assicura vicinanza, prende impegno sulle proposte. Nel pomeriggio, alla cattedrale dell’Almudena, offre la rosa d’oro alla Vergine patrona di Madrid: abbattere i muri per ritrovare la Madre.
Al Bernabéu con la comunità diocesana: “La Chiesa di Madrid ha segnato un supergol per sempre!” Poi serio: arrivare “ai nuclei più profondi dell’anima delle città”, non restare chiusi nei gruppi che “cantano sempre la stessa melodia”. Senza lo Spirito, la vita ecclesiale rischia di ridursi a una routine.
Il filo del giorno è la dignità come misura di ogni legge e di ogni parola. Dal Parlamento al Bernabéu, Leone XIV ripete: nessuna istituzione può dimenticare i più fragili.