Al porto dei migranti: “La dignità umana non ha passaporto”. Gran Canaria, dal mare al Sacro Cuore

Sesto giorno in Spagna. Da Barcellona a Gran Canaria: Leone XIV va dove le barche arrivano e i morti non hanno nome. Al porto di Arguineguín pronuncia uno dei discorsi più duri del viaggio. Poi la cattedrale di Sant’Anna con il clero, e la Messa del Sacro Cuore allo stadio.
Al porto di Arguineguín, Leone XIV depone fiori in memoria delle vittime del mare e benedice una croce ricavata dal legno di un cayuco. Nel discorso, nessuna diplomazia: “Non possiamo abituarci a contare i morti. La dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera”. Cita il Leviatano biblico come immagine delle “mafie che trafficano nella disperazione”. Alla vittima di tratta, Blessing - non presente ma nominata - dice: “Se altri hanno dato un prezzo al tuo corpo, Dio non ha mai smesso di guardarti come una persona di valore inestimabile. La tua vita appartiene a Dio”. E all’Europa: “Non puoi proclamare la dignità umana e abituarti a questi cimiteri senza lapidi”. Chiede vie legali, soccorso, integrazione, ma anche “il diritto di non dover migrare”: restare nella propria terra senza fame, guerra, persecuzioni.
Alla cattedrale di Sant’Anna, con il clero delle Canarie, Leone XIV propone due atteggiamenti per “navigare nelle acque della vita”: abbracciare la croce di Cristo - citando Agostino, “nessuno può attraversare il mare di questo secolo se non è portato dalla croce di Cristo” - e coltivare una spiritualità eucaristica che generi solidarietà concreta. La chiave d’oro della città dal sindaco di Las Palmas: l’insolita città che accoglie chi arriva dal mare.
Allo Stadio di Gran Canaria, Messa del Sacro Cuore con cinquantamila fedeli. Leone XIV legge il cuore di Cristo come antidoto all’autosufficienza: “Il benessere rende ciechi, al punto che pensiamo di poter fare a meno degli altri.” La carità non è assistenzialismo: punta alla piena integrazione della persona. E chiude con Agostino: “Dove c’è carità, c’è pace; dove c’è umiltà, c’è carità”.
Il filo del giorno è il mare come specchio della coscienza. Leone XIV è andato dove le barche arrivano e ha posto all’Europa una domanda che non ha risposte facili: che cosa resta della nostra umanità?