Il Papa e i poveri: “Dio ha taciuto il nome del ricco, ha rivelato quello del povero”

Prima domenica dopo il rientro dalla Spagna. Leone XIV si affaccia per l’Angelus, ringrazia il popolo spagnolo e pubblica il Messaggio per la X Giornata Mondiale dei Poveri. Due testi che dicono la stessa cosa: la gratuità come cuore del Vangelo.
All’Angelus, il Vangelo dei dodici apostoli inviati in missione. Leone XIV si sofferma sullo sguardo di Gesù sulle folle: “Vede l’oppressione che schiaccia e la violenza che toglie la forza. Vede volti ridotti a maschere, famiglie spezzate dal male e giovani illusi da falsi ideali“. Tra i dodici c’è Pietro, il primo, e Giuda, l’ultimo: “per ricordarci che si può seguire Gesù e tradirlo, ma il Vangelo rimane per tutti parola viva e vera”. La missione nasce dal dono: gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
Dopo l’Angelus, il ringraziamento alla Spagna: “Ringrazio il popolo spagnolo che mi ha accolto con grande entusiasmo e devozione“. E in spagnolo: “Que Dios bendiga siempre a España!” Ricorda anche i nuovi beati: due sacerdoti moravi, nove salesiani polacchi e il missionario romano Nazareno Lanciotti, beatificato ieri in Brasile nel Mato Grosso, martire perché “difendeva i più poveri in nome del Vangelo”.
Pubblicato il Messaggio per la X Giornata Mondiale dei Poveri, che si celebrerà il 15 novembre. Il titolo è dal Salmo 14: “Il Signore è il rifugio del povero”. Leone XIV denuncia che “il grido di giustizia dei poveri viene spento con tecniche sempre più subdole” e che “l’ambiente digitale radicalizza il pregiudizio nei loro riguardi”. Cita Agostino sulla parabola di Lazzaro: “Dio ha taciuto il nome del ricco e ha rivelato quello del povero”. E chiude con Francesco d’Assisi: scambiare i propri abiti con quelli di un mendicante è ancora possibile.
Il filo del giorno è il ritorno come nuovo inizio. La Spagna ha insegnato che la missione non finisce con il viaggio: ricomincia dove si trovano i poveri.