Leone, il filo del giorno ·

Esequie di Ruini: “La Chiesa in Italia gli deve moltissimo”. E la guerra che svuota l’Oriente cristiano

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Foto della puntata del 18 giugno 2026: Esequie di Ruini: “La Chiesa in Italia gli deve moltissimo”. E la guerra che svuota l’Oriente cristiano
Foto Vatican Media

Una giornata tra il lutto e la diplomazia. Leone XIV presiede le esequie del cardinale Ruini in San Pietro, riceve la ROACO e il Board della Hebrew University di Gerusalemme, e incontra il presidente del Perù.

In San Pietro, le esequie del cardinale Camillo Ruini, 95 anni. Leone XIV legge Paolo: “Né morte né vita potrà mai separarci dall’amore di Dio.” Cita il testamento spirituale di Ruini: “Spero, Signore, di aver operato non per interessi personali ma per gli obiettivi che mi erano affidati e che condividevo di cuore”. E ricorda il suo motto episcopale, ispirato a Giovanni: Veritas liberabit nos. Moltissimo deve a lui la Chiesa in Italia, che ha servito per circa diciassette anni come presidente della CEI.

Alla ROACO, l’assemblea delle opere per le Chiese Orientali, Leone XIV denuncia la “precarietà” come piaga figlia della guerra: istituzioni instabili, salari discontinui, sanità a singhiozzo, istruzione provvisoria. E il risultato è “la compulsione ad andarsene” dei cristiani d’Oriente. Il contrasto con chi finanzia le guerre è netto: “Mentre voi generate vita, loro seminano morte; mentre voi tendete la mano al fratello, loro trovano nemici da schiacciare”. L’appello: risvegliare rispetto per l’umanità e senso di civiltà.

Al Board della The Hebrew University of Jerusalem, Leone XIV cita Agostino: “Se volete attirare gli altri alla pace, abbiatela voi per primi.” Le università come “luoghi naturali di incontro” dove abbattere “barriere di fraintendimento e di sfiducia”. In un tempo di violenza e retorica pungente, gli accademici come artigiani di pace.

Il filo del giorno è la verità come antidoto alla violenza. Dall’omelia per Ruini alla denuncia alla ROACO, Leone XIV ripete: solo la verità libera, la menzogna della guerra distrugge.