Agostino, gli scrittori e l’Eucaristia: “Siate ciò che vedete, ricevete ciò che siete”

All’Udienza Generale la catechesi sull’Eucaristia, poi gli scrittori per il centenario della Libreria Editrice Vaticana. Due testi che parlano della stessa cosa: la parola - scritta o proclamata - come luogo in cui Dio si fa presente.
All’Udienza Generale, quarta catechesi sulla Sacrosanctum Concilium. Leone XIV parte da Agostino sui neobattezzati: “Siate ciò che vedete, e ricevete ciò che siete”. L’Eucaristia non è rito isolato: è la forma del sacrificio spirituale dei cristiani, via dell’unione con Dio e tra di noi. Liturgia della Parola e Liturgia eucaristica “sono così strettamente congiunte da formare un unico atto di culto”. L’Eucaristia è il Pane del cammino che ci conduce fino al giorno in cui “Dio sarà tutto in tutti”.
Agli scrittori riuniti per il centenario della Libreria Editrice Vaticana — fondata nel 1926 — Leone XIV propone tre dimensioni dello scrivere: atto di verità (“non siamo mai padroni della verità, è lei a conquistarci”), gesto di umanità (chi legge “vive tante vite oltre alla propria”) e incontro con Dio (“quando andiamo al fondo della nostra umanità, non siamo distanti da Dio”). Cita Paolo VI: abbiamo bisogno di voi, della vostra immaginazione, per creare spazi di libertà e di autenticità.
Il filo del giorno è la parola come luogo della grazia. L’Eucaristia che trasforma e la letteratura che apre: Leone XIV ripete che la verità non si possiede, si riceve.