Ad Assisi ai giovani: “L’Europa e il mondo cercano in voi nuovi santi”

Nella festa della Trasfigurazione, Leone XIV vola ad Assisi per il “GO! Franciscan Youth Meeting”. Tre domande dei giovani in piazza, poi la Messa alla Porziuncola. Al centro, l’ottavo centenario della morte di San Francesco.
In Piazza Santa Maria degli Angeli, il dialogo con i giovani. A Karolina, dalla Croazia, Leone XIV ricorda che i francescani hanno ispirato per secoli la convivenza tra cattolici, ortodossi e musulmani in terre poi lacerate dalla guerra: “Da San Francesco imparate la radicalità evangelica, che è l’opposto del fondamentalismo: non rende ciechi e violenti, ma sensibili, attenti, umili”. A Giovanni, che teme le scelte definitive, risponde che oggi “il coraggio di compiere una scelta definitiva è forse l’atto più rivoluzionario”, e racconta il proprio cammino fino al “sì” alla chiamata a essere Papa. A Luigi, che chiede come amare una Chiesa ferita: non dominare, ma servire; non afferrare, ma ricevere; non trattenere, ma restituire.
Nell’omelia alla Porziuncola, la Trasfigurazione diventa chiave del presente: “Siamo arrivati qui per capire dove va la storia e dove stiamo andando noi.” Leone XIV cita la Magnifica Humanitas - “ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo” - e lancia l’appello più diretto: “Osate credere nella parola del Vangelo, diventate umani con la libertà di Gesù Cristo, abbracciate sorella povertà!” Il titolo dell’incontro diventa mandato: Go! Andate! O meglio: andiamo! Ai margini, dove l’ingiustizia nega la dignità di troppi.
Chiude con la preghiera semplice attribuita a Francesco, letta come mappa: dove andare - dove è l’odio, la discordia, la disperazione - e soprattutto come andare, cercando di consolare più che di essere consolati.
Il filo del giorno è la trasfigurazione come compito. Ad Assisi, Leone XIV non chiede ai giovani di difendere un mondo, ma di abbracciarlo.