Da San Marino a Rimini: “Libertà e comunione stanno o cadono insieme”

Una parola sola attraversa l’intera giornata: libertà. Leone XIV la declina sul Monte Titano davanti alle istituzioni, poi al Meeting Rimini davanti a sessantamila persone, infine in cattedrale con i malati e al porto nella Messa.
Nella sala del Consiglio grande e generale, il Papa apre la parola “Libertas” — motto e atto di nascita della Repubblica — come si apre una chiave: “Non c’è vera libertà civile senza libertà personale, cioè senza il rispetto e la promozione della dignità della persona umana”. Promuoverla significa “difendere gli spazi della coscienza”: il pensiero va a Tommaso Moro e a quanti oggi “pagano di persona per non aver tradito la propria coscienza”. Ai capitani reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva riconosce che uno Stato piccolo può essere “laboratorio” di buona politica. E nel centenario delle relazioni diplomatiche, apprezza la scelta del multilateralismo: favorire il dialogo con tutti, compresi gli interlocutori più “scomodi”.
Al Meeting, dopo il pranzo dalle agostiniane di Pennabilli, la stessa parola cambia veste. “Il male non si combatte col male”: al falso realismo “che riarma le menti, le parole e le nazioni”, Leone XIV oppone “il realismo della misericordia”, per il quale “non possono esistere nemici”. Chiede di liberare il lavoro “dall’idolatria del profitto” e la tecnologia “dai business della morte”. A Comunione e Liberazione consegna una misura esigente: nell’amore non c’è mai costrizione, mai indottrinamento, mai arruolamento.
In cattedrale, davanti a malati, persone con disabilità e poveri della Caritas, il registro cambia: “Qui voi siete a casa”. Al porto, nella Messa conclusiva, il Vangelo delle chiavi diventa lezione sul potere: rileggendo la destituzione di Sebna, il funzionario che abusò dell’autorità, Leone XIV ribadisce che “nella Chiesa, ad ogni livello, l’autorità è servizio”. Legare e sciogliere è compito di ogni battezzato: “Abbracciare, riunire, accogliere, liberare, perdonare”.
Il filo del giorno è la libertà che non isola. Dal Monte Titano al porto di Rimini, Leone XIV ripete che non si è liberi da soli: lo si diventa legandosi agli altri.