Leone, il filo del giorno ·

All’Angelus: “La fede non è un’abitudine”. E l’allarme Ebola nella R.D. Congo

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Foto della puntata del 23 agosto 2026: All’Angelus: “La fede non è un’abitudine”. E l’allarme Ebola nella R.D. Congo
Foto Vatican Media

Il giorno dopo San Marino e Rimini, Leone XIV torna alla finestra del Palazzo Apostolico. Il Vangelo di Cesarea diventa un esame di coscienza per ogni credente. Poi tre appelli: Ebola nella R.D. Congo, la miniera crollata in Centrafrica, il decennale del sisma nel Centro Italia.

La domanda di Gesù agli apostoli, dice il Papa, resta decisiva per i discepoli di ogni tempo: “La fede non ci è data una volta per tutte.” C’è sempre bisogno di riscoprire il volto di Cristo, “vincendo la tentazione di sapere già tutto e di fare della fede un’abitudine”. Leone XIV mette in guardia dal cristianesimo del “sentito dire”, fatto di luoghi comuni ricevuti magari con buone intenzioni: Gesù chiede invece una risposta personale, “in un incontro sempre nuovo che può anche chiederci di percorrere strade inedite”. Un monito che vale anche per le scelte pastorali: non basta procedere come si è sempre fatto.

Dopo la preghiera, il pensiero alla Repubblica Democratica del Congo, dove l’epidemia di Ebola “sta provocando molte vittime”: Leone XIV chiede una risposta della Comunità internazionale che coinvolga anche le comunità locali nella prevenzione. Poi la Repubblica Centrafricana, che piange i morti del crollo nella miniera di Zamboyé, con l’appello a garantire “sicurezza e legalità dei siti minerari”.

Un pensiero anche all’Italia: domani ricorre il decimo anniversario del terremoto che colpì Lazio, Umbria e Marche. Il Papa prega per i defunti e le loro famiglie, perché “la fede e la solidarietà continuino a sostenere l’opera di ricostruzione”.

Il filo del giorno sta in una domanda che non ammette risposte di seconda mano. Dopo due giorni di piazze e di folle, Leone XIV riporta tutto alla coscienza di ciascuno.