Il Papa lascia il Gemelli e torna in Vaticano. Domani l’Angelus dalla finestra dell’appartamento pontificio

Quattro giorni dopo l’intervento al polmone destro, i medici giudicano Leone XIV idoneo alla dimissione. Nel primo pomeriggio il rientro in Vaticano.
Il dottor Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora comunicano che, in considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti in mattinata e valutato il quadro clinico, il Santo Padre è stato giudicato idoneo alla dimissione. Il ricovero era cominciato il 13 ottobre, giorno dell’asportazione del lobo inferiore e della conferma istologica dell’adenocarcinoma.
La Sala Stampa aggiunge il dettaglio che ricolloca il pontificato nei suoi spazi abituali. Domani Leone XIV reciterà l’Angelus dalla finestra dell’appartamento pontificio, e non dal decimo piano del Policlinico come si era ipotizzato nei giorni scorsi.
Ieri, mentre era ancora ricoverato, il Papa ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Nel corso della conversazione ha espresso “viva preoccupazione” per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua che consenta l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Ha infine ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace.
Dalle Chiese orientali, il patriarca greco-melkita Youssef Absi, col consenso del Sinodo dei vescovi, ha eletto Edouard Daher arcivescovo di Petra e Filadelfia in Giordania, trasferendolo dalla sede di Tripoli del Libano. Accolta la rinuncia di Joseph Gébara.
Il filo del giorno sta in una convalescenza che non ha sospeso nulla. Da una stanza di ospedale Leone XIV ha chiesto una tregua per una città in cui mancano cibo e cure.