Il Papa celebra la Messa al Gemelli e ringrazia medici e infermieri. E alla FAO: “Il pane non deve mai essere usato come arma di guerra”

Terzo giorno dopo l’intervento. Alle 12 Leone XIV celebra l’Eucaristia nella sala allestita al decimo piano, davanti a chi lo sta curando. In mattinata i controlli di routine confermano il miglioramento.
Alla Messa sono presenti il personale medico e infermieristico dell’ospedale libero dal servizio in quel momento, insieme agli agenti della Gendarmeria vaticana. Nell’omelia il Papa ringrazia tutti, medici, infermieri, inservienti, per il lavoro che svolgono ogni giorno prendendosi cura dei malati e della loro fragilità, e in modo particolare per quanto hanno fatto e fanno per lui.
Nel bollettino Luigi Carbone e Stefano Margaritora scrivono che gli esami del sangue e la radiografia del torace “hanno confermato il costante miglioramento delle condizioni generali”. Sono proseguite le sedute di fisioterapia respiratoria e il recupero post-operatorio permette ormai di svolgere le normali attività quotidiane “in completa autonomia”.
Dal reparto di Oncologia pediatrica dello stesso Policlinico arrivano al decimo piano alcune lettere e un disegno. Li hanno scritti i bambini ricoverati nel reparto, che da un’altra stanza dello stesso ospedale condividono con lui l’esperienza della malattia.
Reso noto il messaggio per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, firmato il 12 ottobre, il giorno prima del ricovero. Sul tema “Innovare oggi per nutrire domani”, Leone XIV denuncia che in un’epoca di progresso senza precedenti “è intollerabile che il pane sia considerato un privilegio e l’acqua una merce contesa”. La fame, scrive, non è un’anomalia statistica ma il frutto della mancanza di volontà politica. Quando la tecnologia priva il suolo della fertilità o caccia i contadini dalle loro terre, non è progresso ma “una forma sofisticata di distruzione”. E chiede di riconvertire le risorse dell’industria bellica verso la ricerca agricola sostenibile.
Il filo del giorno sta in chi ringrazia mentre è curato. Dal letto di un ospedale Leone XIV chiede per tutti quello che in questi giorni riceve: cura, pane, attenzione.