Leone, il filo del giorno ·

Gli esami confermano un adenocarcinoma polmonare localizzato. Nessuna terapia ulteriore, e Leone torna in piazza

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Foto della puntata del 21 ottobre 2026: Gli esami confermano un adenocarcinoma polmonare localizzato. Nessuna terapia ulteriore, e Leone torna in piazza
Foto Vatican Media

Una mattina di lavoro, e in serata il referto.

Gli esami istologici e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l’intervento, comunicano Luigi Carbone e Stefano Margaritora, hanno confermato “che si trattava di un adenocarcinoma polmonare e che la malattia era localizzata”. La valutazione oncologica ha stabilito che “non è necessaria alcuna ulteriore terapia”. Dopo otto giorni di aggiornamenti sul “decorso post operatorio”, la malattia viene detta per nome.

La giornata era cominciata in piazza San Pietro, con la prima udienza generale dopo il ricovero: “La prima cosa che vorrei dirvi è grazie! Grazie per il sostegno delle vostre preghiere”. Poi la catechesi su Gaudium et spes, dove il Concilio non ribadisce i valori del matrimonio ma ne prospetta una rinnovata concezione come “intima comunità di vita e d’amore coniugale”. I figli sono “il dono più eccellente del matrimonio”, la vita concepita “deve essere protetta con la massima cura”, la famiglia è “scuola di umanità più ricca” e “fondamento della società”.

In Sala Clementina, al convegno “La santità nella storia”, Leone ricorda che le cause dei santi usano gli strumenti dello storico, aperte da Pio XI al metodo storico-critico, e che il loro profilo cambia con le epoche ma “non per seguire gli stereotipi del momento”. Senza i santi, aggiunge, la storia sarebbe “immensamente più povera, cioè meno umana”.

Il filo del giorno sta in due comunicati della stessa giornata. Alle dieci il Papa ringrazia per le preghiere, in serata la Sala Stampa dice per che cosa. In mezzo, una mattina passata a parlare di famiglia, di santi e di vita da proteggere, senza accennare a sè.