Leone, il filo del giorno ·

All’udienza generale, “il cuore dell’economia è il lavoro”. Nel pomeriggio arriva Bob Dylan

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Foto della puntata del 4 novembre 2026: All’udienza generale, “il cuore dell’economia è il lavoro”. Nel pomeriggio arriva Bob Dylan
Foto Vatican Media

A due giorni dal volo per il Sud America, una giornata che va dal Concilio a una canzone del 1963.

La catechesi sul Concilio arriva ai capitoli sociali di Gaudium et spes. Lo sviluppo economico, è il criterio, deve restare “sempre al servizio dell’uomo e sotto il controllo dell’uomo”, e il cuore dell’economia è il lavoro. Da qui il giudizio: “non sono accettabili la disoccupazione, lo sfruttamento e condizioni di lavoro che mettono in pericolo la salute e la vita stessa”. Richiama la destinazione universale dei beni, l’autonomia di Chiesa e comunità politica e la loro “sana collaborazione”, cita Francesco, “la guerra è un fallimento della politica e dell’umanità”, e chiede comunità cristiane che rilancino la dottrina sociale.

In Palazzo Apostolico riceve il presidente cileno José Antonio Kast Rist. Nei colloqui in Segreteria di Stato si è parlato del contributo della Chiesa alla vita del Paese e, in ambito regionale e internazionale, di migrazioni e declino demografico.

Alla delegazione de L’Oeuvre d’Orient, riunita per un convegno sui cristiani d’Oriente e la pace, chiede di essere seminatori di speranza al servizio di una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante.

Nel pomeriggio, udienza breve e fuori dal bollettino: Bob Dylan, 85 anni, in felpa nera con cappuccio, a Roma per il tour che domani lo porta al Palazzo dello Sport. Il Papa gli dona un rosario. A legarli c’è un verso: a luglio, nella prefazione a “Disarmata e disarmante. La pace è un dono”, Leone aveva citato “Go Away You Bomb”, testo contro la bomba il cui manoscritto è riemerso solo nel 2013.

Il filo del giorno passa da un’aula conciliare a una felpa con cappuccio. La pace che il Papa chiede alle strutture dell’economia è la stessa che ha riconosciuto in un ventenne che nel 1963 scriveva alla bomba di andarsene.