Leone, il filo del giorno ·

Per i cardinali defunti, “la morte non scioglie i legami”. Alla Cina il “segno irrinunciabile” dell’unità con Roma

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Foto della puntata del 5 novembre 2026: Per i cardinali defunti, “la morte non scioglie i legami”. Alla Cina il “segno irrinunciabile” dell’unità con Roma
Foto Vatican Media

Ultimo giorno in Vaticano prima del volo per il Sud America, e il tema che torna è la comunione.

All’Altare della Cattedra la Messa per i cardinali e i vescovi morti nell’anno. Parte dal Vangelo, “dove sono io, là sarà anche il mio servitore”, e dalla richiesta di santa Monica ai figli, “ricordatevi di me, dovunque siate, innanzi all’altare del Signore”. Il suffragio, spiega, significa celebrare la vita, e non va ridotto a “mera nostalgia”, perché si prega non soltanto per i defunti ma anche con loro: in Cristo la morte non scioglie i legami, ma li trasfigura.

Nel videomessaggio all’Urbaniana, per i cento anni dall’ordinazione dei primi vescovi cinesi dell’età contemporanea, ricevuta da Pio XI in San Pietro, richiama la Maximum illud di Benedetto XV: l’opera missionaria “non può essere confusa con processi di colonizzazione ed esportazione di idee o modelli culturali”. Con una formula di Francesco ricorda che l’unità della Chiesa non è uniformità ma comunione nella diversità, e che di quella comunione il “segno irrinunciabile” resta l’unità di ogni vescovo con il Vescovo di Roma. Quel viaggio del 1926, aggiunge, consegnò “all’oblio diffidenze, sospetti e ostilità”.

Riceve i vescovi ungheresi in visita ad limina e manda a Budapest un nuovo nunzio, mons. Franco Coppola. Tra i sotto-segretari dello Sviluppo umano integrale entrano il gesuita angolano Avelino Chico e la teologa cilena Claudia Leal Luna.

Dallo stesso dicastero il tema della Giornata del malato dell’11 febbraio, “Lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù”: il ruolo della comunità nella cura di ogni persona.

Il filo del giorno è la comunione declinata tre volte. Tra vivi e morti all’altare, tra Roma e una Chiesa che assume i tratti dei popoli dove nasce, tra chi scoperchia un tetto per calare giù un paralitico.