Leone, il filo del giorno · Uruguay

A Paysandu la prima Messa: “Quanto è importante essere costruttori di ponti”. Dai Vespri l’appello ai vescovi del mondo

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Foto della puntata del 7 novembre 2026: A Paysandu la prima Messa: “Quanto è importante essere costruttori di ponti”. Dai Vespri l’appello ai vescovi del mondo
Foto Vatican Media

Due giorni di Uruguay in uno: la sera a Montevideo, la mattina sul fiume, la notte allo stadio.

Venerdì sera, a Plaza Independencia, il discorso alle autorità nasce dai fregi del monumento ad Artigas. Dalla sua frase del 1813, “la mia autorità emana da voi e cessa per la vostra presenza sovrana”, ricava il servizio al bene comune. Dalla donna col neonato, che chi non è ancora nato appartiene già alla famiglia umana. Dall’anziana col bastone, citando Magnifica humanitas, che “la dignità fondamentale di ogni persona non si acquisisce e non si merita”. Poi il suicidio, le cure accessibili a tutti, l’accompagnamento “fino al termine naturale della propria vita”.

Ai Vespri in cattedrale la notizia che vale per tutta la Chiesa. Nel 2024 il seminario interdiocesano non accolse un candidato, i fedeli presero a pregare e digiunare, oggi i nuovi seminaristi sono in chiesa. Da qui l’invito ai vescovi di tutto il mondo a giornate di preghiera e digiuno per le vocazioni. E un elogio, “quanto sono belle le mani invecchiate facendo del bene”.

Stamattina la prima Messa del viaggio, a Paysandú, costruita su tre simboli locali. Il ponte internazionale sul fiume Uruguay diventa vocazione, costruire ponti su fondamenta solide. Le palme, che “non crescono isolate”. Il mate, “segno di familiarità, di amicizia e di incontro”. Ricorda il beato Jacinto Vera, il “vescovo gaucho” che nel 1864, durante l’assedio della città, restò sull’isola della Carità ad assistere rifugiati e feriti dei due fronti.

Stasera il quartiere di Casavalle, poi l’Università Cattolica e la veglia allo Stadio del Centenario.

Il filo del giorno è un Papa che passa dai fregi di bronzo al mate. Legge un popolo nei suoi oggetti, poi gli chiede la cosa più concreta: fare da ponte dove altri scavano trincee.