Leone, il filo del giorno ·

Dalle armi alla Croce: la pace come vocazione

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Foto della puntata del 7 marzo 2026: Dalle armi alla Croce: la pace come vocazione

Cappellani militari, studenti universitari di Chicago, il Primo Ministro della Lituania. Tre interlocutori lontanissimi tra loro, eppure oggi Leone XIV parla a ciascuno con la stessa urgenza: la pace non è un’utopia, è un compito. E si costruisce – mattone su mattone – nelle coscienze prima che nelle cancellerie.

Nel Palazzo Apostolico, il Papa riceve i membri dell’Ordinariato Militare per l’Italia nel centenario della fondazione. Il motto scelto per il giubileo – “Inter Arma, Caritas” – non è un ossimoro ma una vocazione. Leone XIV non addolcisce il messaggio: il militare cristiano è “sentinella che guarda lontano”, la sua non è “mera professione” ma risposta a una chiamata. Il Vangelo deve ispirare i codici e le missioni, perché nel servizio alla sicurezza “il bene comune dei popoli sia sempre al primo posto.” Ai cappellani rilancia l’ammonimento di Agostino: nel pascere le pecore, non cercare i propri interessi, ma quelli di Cristo.

Con un messaggio alla Loyola University Chicago, Leone XIV entra nel vivo del “Building Bridges Initiative” avviato con Francesco nel 2022. Tre principi scandiscono il testo: la pace è dono di Dio, non conquista umana; richiede l’impegno dell’intera comunità internazionale; si radica nella riconciliazione operata da Cristo. “La preghiera è una forza potente per la riconciliazione” – quando persone di tradizioni religiose diverse pregano insieme, “ha il potere di cambiare il corso della storia.” Nessuna retorica: una teologia precisa.

Il Primo Ministro lituano Inga Ruginienė porta in Vaticano la voce di un Paese che la guerra sente vicina. Il comunicato è asciutto ma inequivoco: si è parlato di Ucraina e Medio Oriente, “auspicando che ci si adoperi, ad ogni livello, nella ricerca di soluzioni diplomatiche che fermino la guerra.” Ogni livello. Nessuno escluso.

L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche pubblica il programma della Settimana Santa. Dal 29 marzo al 5 aprile, Leone XIV presiederà tutte le grandi celebrazioni: Domenica delle Palme in piazza San Pietro, Messa del Crisma e Cena del Signore il Giovedì Santo – quest’ultima al Laterano –, Passione e Via Crucis al Colosseo il Venerdì, Veglia pasquale nella notte, Messa di Pasqua e benedizione “Urbi et Orbi” dalla loggia. Un itinerario che non è solo liturgico: è la struttura della fede che diventa calendario.

Il filo del giorno è una parola che torna tre volte, con tre voci diverse: pace. Ma Leone XIV non la dice come un augurio: la assegna come un compito. Ai militari, agli studenti, ai diplomatici – e, con il calendario della Settimana Santa appena pubblicato, a tutta la Chiesa che si prepara a rivivere la Pasqua.