Un agostiniano per i poveri del Papa

C’è una parola al centro della giornata di Leone XIV: accoglienza. Ma a guardarla bene, la giornata dice anche qualcos’altro: perché accogliere, per il Papa, non è mai un gesto sentimentale. È un atto di responsabilità.
Ai partecipanti alla IV “Cattedra dell’accoglienza” della Fraterna Domus di Sacrofano, il Papa consegna una riflessione che parte dall’etimologia: accipere, “prendere con sé”. Presenza e custodia sono le due lampade del cammino, dice Leone XIV: “Non si custodisce senza esserci, e non si è presenti senza assumersi la responsabilità dell’altro”. I giovani, al centro di questa edizione, non sono solo il futuro della Chiesa, “ne costituiscono già il presente vivo e generativo“.
Poi arriva la notizia istituzionale della giornata: il cardinale Konrad Krajewski lascia l’Elemosineria Apostolica e torna a Łódź, sua città natale, come Arcivescovo Metropolita. Un ritorno che somiglia a una chiusura di cerchio: l’uomo che per anni ha portato l’elemosina del Papa ai poveri di Roma viene inviato a guidare la Chiesa della sua terra.
Al suo posto, Leone XIV nomina mons. Luis Marín de San Martín, agostiniano, finora Sotto-Segretario del Sinodo, elevandolo alla dignità episcopale. La carità continua: cambia il volto, resta il servizio.
Il filo del giorno è tutto qui: una giornata in cui il Papa parla di “prendere con sé” gli altri e lo dimostra con le nomine, rimescolando le carte con quella logica evangelica che manda chi è arrivato e chiama chi aspettava. Custodire è stare accanto con attenzione. Anche quando si tratta di mandare qualcuno altrove.