Leone, il filo del giorno ·

Padre Pierre, pastore caduto sotto le bombe: il Papa prega per il Libano e l’Iran

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Foto della puntata del 11 marzo 2026: Padre Pierre, pastore caduto sotto le bombe: il Papa prega per il Libano e l’Iran
Foto Vatican Media

Piazza San Pietro si riempie di pellegrini da ogni parte del mondo: Danimarca, Australia, Brasile, Belgio. Una sola assemblea, molte lingue. Ed è proprio questo – quasi una scenografia della catechesi – il punto di partenza di Leone XIV questa mattina.

All’udienza generale, il Papa prosegue la lettura della Lumen gentium e si sofferma sul secondo capitolo: la Chiesa come popolo di Dio. Non un popolo definito da lingua, etnia o cultura, ma da “quanti guardano nella fede a Gesù”. Leone XIV cita de Lubac con una immagine che vale più di molti discorsi: la Chiesa è “la veste di Giuseppe, dai molti colori”. L’unità non è uniformità: è il corpo di Cristo che tiene insieme le differenze. In un momento attraversato da conflitti e guerre, dice il Papa, la Chiesa multiculturale è essa stessa “un segno posto nel cuore dell’umanità, richiamo e profezia di pace”.

Poi, a catechesi conclusa, Leone XIV abbandona il tono teologico e parla con voce seria. Oggi a Qlayaa, nel sud del Libano, si celebrano i funerali di padre Pierre El Raii, parroco maronita ucciso mentre correva in soccorso dei suoi parrocchiani feriti da un bombardamento. “El Raii”, spiega il Papa, in arabo significa “il pastore”. E il parallelo con il Buon Pastore non è retorica: è un uomo che ha dato la vita per il suo gregge. “Voglia il Signore che il suo sangue sparso sia seme di pace per l’amato Libano”. Poi l’appello: preghiera per le vittime civili in Iran e in tutto il Medio Oriente, “tra cui molti bambini innocenti”.

A udienza conclusa, Leone XIV riceve privatamente il cardinale Dominique Joseph Mathieu, arcivescovo di Teheran-Ispahan dei Latini. Nessun comunicato, ma il gesto parla da solo: la Chiesa in Iran ha un interlocutore diretto a Roma, in un momento in cui la regione brucia.

Il filo del giorno è la distanza annullata. La teologia del popolo di Dio proclamata in piazza San Pietro e il sangue di un parroco maronita versato nel sud del Libano sono la stessa cosa vista da due angolazioni diverse: la Chiesa è vera quando il pastore non scappa.