Leone, il filo del giorno ·

Amazzonia, processo Vaticano e un albero che cresce lento

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Foto della puntata del 17 marzo 2026: Amazzonia, processo Vaticano e un albero che cresce lento
Foto Marco Calvarese

Leone XIV trascorre il lunedì a Castel Gandolfo, come ogni settimana, lontano dagli impegni ufficiali. Da lì invia un videomessaggio all’Amazzonia. Intanto a Roma la Corte d’Appello vaticana si pronuncia sul processo per gli investimenti della Segreteria di Stato.

Con il videomessaggio alla VI Assemblea della Conferenza Ecclesiale dell’Amazzonia, riunita a Bogotà, Leone XIV sceglie un’immagine insolita per parlare di Chiesa: lo shihuahuaco, il “gigante della selva”, un albero che cresce lentissimo ma vive più di mille anni e diventa ecosistema per decine di specie. Questo è ciò che la Chiesa desidera essere: “un segno di unità nella diversità e rifugio sicuro che genera e protegge la vita”. Cita Isaia — “Io sto per fare qualcosa di nuovo: già germoglia, non ve ne accorgete?” — e invita a costruire una Chiesa dal “volto amazzonico”, capace di inculturare la fede senza tradirla. Richiama la Dilexi te: essere “la Chiesa delle Beatitudini, che cammina povera con i poveri”.

Sul fronte giudiziario, la Corte d’Appello vaticana emette un’ordinanza sul processo di primo grado sugli investimenti della Segreteria di Stato: “nullità relativa”. Il tribunale accoglie alcune eccezioni delle difese — nel dibattimento di primo grado non era stato depositato l’intero fascicolo istruttorio e alcuni documenti erano “parzialmente coperti da omissis” — e dispone la rinnovazione del dibattimento. Le parti sono convocate per il 22 giugno per stabilire il calendario delle udienze. La sentenza di primo grado mantiene i propri effetti: non è un azzeramento, ma un rifacimento.

Il filo del giorno è doppio e non si incrocia. Da Castel Gandolfo la voce del Papa raggiunge la foresta amazzonica. A Roma la Corte d’Appello vaticana riapre un capitolo giudiziario doloroso. Due storie distinte, entrambe importanti.