Il Cuore del Gemelli, i diplomatici della pace e i nuovi beati di Catalogna

Una giornata tutta romana, densa di gesti e parole. Leone XIV benedice la prima pietra di un nuovo centro cardiologico intitolato a Francesco, visita la scuola dei diplomatici della Santa Sede nel suo 325° anniversario, e firma i decreti per nuovi beati.
Alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Leone XIV benedice la prima pietra del “Centro Cuore - Papa Francesco”: l’acronimo CUORE sta per Cardiovascular Unique Offer ReEngineered, ma il Papa coglie il rimando più profondo al nome dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ricorda la Beata Armida Barelli che convinse padre Gemelli a non cambiare quel titolo “troppo devozionale”, e cita l’ultima enciclica di Francesco, la Dilexit nos: “Ogni essere umano è stato creato anzitutto per l’amore, è fatto nelle sue fibre più profonde per amare ed essere amato”. L’opera medica radicata nel mistero del Cuore di Cristo.
Alla Pontificia Accademia Ecclesiastica - la scuola dei nunzi apostolici - Leone XIV traccia il profilo del diplomatico pontificio ideale in tre punti: messaggero dell’annuncio pasquale “Pace a voi”, testimone della verità che “si è rivelata non con principi astratti ma facendosi carne”, e promotore della dignità umana “non per contrapposizione e rivendicazione” ma per tutela e cooperazione. Ai futuri nunzi chiede soprattutto “conversione”, coltivando “prossimità, ascolto, approccio fraterno e dialogo coniugati con umiltà e mitezza”. La diplomazia pontificia è prima pastorale, poi protocollo.
Il Dicastero delle Cause dei Santi promulga nuovi decreti. Tra i riconoscimenti più significativi, il martirio di 50 religiosi e sacerdoti catalani uccisi in odio alla fede tra luglio e novembre 1936, durante la guerra civile spagnola. Un passo verso la beatificazione che arriva mentre Leone XIV si prepara al viaggio in Spagna.
Il filo del giorno è il cuore come centro di tutto. Del malato che si cura, del diplomatico che media, del martire che testimonia: Leone XIV ripete che la vita cristiana ha sempre un centro, e non è mai astratta.