Ai Vescovi italiani: “Il coraggio dell’essenziale”

Una giornata densa di contenuto ecclesiale. Leone XIV chiude l’Assemblea Generale della CEI, riceve il Dicastero per l’Evangelizzazione e firma due documenti canonici. Al centro di tutto: come si trasmette la fede in un mondo che ha smesso di chiederla.
All’Assemblea della CEI, il discorso più diretto ai vescovi italiani da quando è papa. Leone XIV parte da Luca 10 - “la messe è abbondante, ma sono pochi gli operai” - e chiede ai vescovi di “fare proprio lo sguardo del Signore”: non lamentarsi dei terreni induriti né fermarsi ai dati statistici. Poi una lista di “coraggi” concreti: comunità meno preoccupate di conservare, catechesi come cammino e non come preparazione ai sacramenti, parrocchie accoglienti, organismi di partecipazione che “funzionino davvero”, giovani ascoltati “senza addomesticarne le domande”. E un’immagine che sintetizza tutto: “Un popolo viene generato da madri e padri nella fede, da comunità che sanno dire: ‘Abbiamo trovato il Messia’”.
Al Dicastero per l’Evangelizzazione, Leone XIV rilancia l’Evangelii gaudium come “punto di riferimento decisivo” e segnala il rischio dell’indifferenza religiosa in Occidente: “La fede, a molti, appare come non più rilevante per la propria vita.” Ma i giovani del Giubileo lo smentiscono: “Molti, quando riscoprono il Vangelo, desiderano conoscerlo meglio, perché percepiscono che in esso si nasconde il segreto per essere veramente felici“. La santità rimane “la forma più convincente della bellezza della fede cristiana”.
Due notizie in chiusura. La Prefettura della Casa Pontificia annuncia la visita pastorale a San Marino il 22 agosto, con proseguimento nel pomeriggio a Rimini per il Meeting Rimini. Un Rescriptum canonico, invece, concede ai vescovi diocesani la facoltà di emettere decreto di dimissione nei confronti del Superiore maggiore di un monastero: una norma delicata che rafforza il ruolo del vescovo nella vita consacrata.
Il filo del giorno è una Chiesa che smette di difendersi e torna ad annunciare. Ai vescovi italiani come ai missionari del mondo, Leone XIV ripete: il Vangelo non è una proposta utopica, è una testimonianza che attrae.