All’Angelus: “Nella schiavitù, Cristo è liberazione”. Oggi inizia il riposo a Castel Gandolfo

Ultima domenica romana prima della pausa estiva. Leone XIV commenta il Vangelo del giogo leggero, saluta un pellegrinaggio eucaristico negli Stati Uniti e un raduno colombaniano a Lodi. Nel pomeriggio parte per Castel Gandolfo.
All’Angelus, la sapienza di Dio che si rivela ai piccoli e resta nascosta ai sapienti: “L’umana sapienza diventa allora arroganza e la dottrina degrada in superbia”. Sul peso della croce, “leggero” e “dolce” per un solo motivo: “il Signore lo porta per primo e con tutti noi, senza mai lasciarci soli”. Tre affermazioni scandiscono il cuore della catechesi: nella schiavitù, Cristo è liberazione; sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza; nell’ora del peccato, Cristo è perdono. Dopo la preghiera, ricorda la beatificazione in Vietnam del sacerdote Francesco Saverio Trương Bửu, ucciso nel 1946 in odio alla fede, e assicura vicinanza al popolo venezuelano colpito dal terremoto.
Nel videomessaggio per la conclusione del Pellegrinaggio Eucaristico Nazionale negli Stati Uniti, Leone XIV lega la devozione eucaristica alla storia stessa del Paese: la prima Messa di ringraziamento celebrata a Sant’Agostino, in Florida, nel 1583. Cita i santi americani, da Kateri Tekakwitha a Elizabeth Ann Seton, fino al venerabile Fulton Sheen, presto beato. “L’Eucaristia è un dono inestimabile, il nostro sostentamento indispensabile”.
Al Columbanus Day di Lodi, il cardinale Parolin trasmette l’invito del Papa a un atteggiamento penitenziale davanti ai conflitti: “Invece di accusarsi reciprocamente, occorre implorare pietà da Dio”. Solo così, aggiunge, la pietà divina può generare quella umana e far tendere la mano ai nemici.
Il filo del giorno è la sapienza che libera dal peso. Prima della pausa a Castel Gandolfo, Leone XIV lascia un’eredità comune a Roma, agli Stati Uniti e a Lodi: la fede che non mortifica ma libera, il giogo che non schiaccia ma sostiene.