A pranzo con il Papa: “Sono venuto senza discorso, ma con fame di giustizia”

Anche a Castel Gandolfo, la porta resta aperta. Leone XIV incontra duecento persone in condizione di vulnerabilità sociale, assistite dalla Diocesi di Roma, per l’iniziativa “A pranzo con il Papa” nel Borgo Laudato si’.
Nessun discorso preparato, solo parole a braccio. Leone XIV gioca sul titolo stesso di “Pontefice”, costruttore di ponti: “Vorremmo fare un ponte con tutti voi, con le vostre famiglie e con la società nella quale vogliamo vivere”. Dice di essere venuto “con fame di giustizia, fame di autentica carità, fame per una Chiesa che sa aprire le porte”. E indica il traguardo concreto: eliminare le cause della povertà e delle ingiustizie, non solo alleviarne gli effetti.
Nella benedizione della mensa, il Papa allarga il cerchio a chi non è presente: “Benedici tutti coloro che si trovano in difficoltà o nel dolore: che possano anche loro trovare la pace, il perdono, la riconciliazione.” Poi, semplice: “Buon appetito! Benvenuti tutti!”.
Il filo del giorno è la mensa come luogo teologico. Quando ci si trova insieme alla stessa tavola, dice Leone XIV, lì c’è Gesù: si costruisce un mondo diverso, un mondo che è luce.