Leone, il filo del giorno ·

Il Papa per i minori migranti: “Il Vangelo ci invita a non fare calcoli”

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Foto della puntata del 14 agosto 2026: Il Papa per i minori migranti: “Il Vangelo ci invita a non fare calcoli”
Foto Vatican Media

Nel Messaggio per la 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebrerà il 27 settembre sul tema “Anche uno solo di questi bambini”, Leone XIV mette a fuoco i minori coinvolti nelle migrazioni: i più vulnerabili, costretti a fuggire da guerre, povertà, violenze e disastri ambientali. Morti lungo le rotte, tratta, reclutamento nei conflitti armati, matrimoni forzati: “in troppi modi la loro dignità viene calpestata”, denuncia il Papa.

Il criterio non è statistico. “Il Vangelo ci invita a non fare calcoli: anche uno solo”, scrive Leone XIV, che nel volto di ogni minore migrante indica la possibilità di incontrare il Signore. Il grido dei bambini sfollati sale a Dio come quello ascoltato nell’Esodo: Dio ascolta e interpella la coscienza di ciascuno.

Alle comunità cristiane il Papa chiede di trasformare l’accoglienza “da concetto astratto a pratica pastorale stabile”, superando la logica del puro assistenzialismo. Alle istituzioni civili domanda di riaffermare il superiore interesse del minore, spostando l’asse del dibattito dalla gestione dei flussi “alla tutela piena e immediata dei diritti umani”. Proteggere un minore significa custodire l’impronta divina impressa in lui.

Diffusa oggi anche la lettera al cardinale Arthur Roche per la conferenza liturgica alla Mount Angel Abbey, in Oregon. Il Pontefice incoraggia percorsi concreti di formazione liturgica a ogni livello e insiste sulla fedeltà ai testi approvati e ai riti promulgati da Paolo VI e Giovanni Paolo II. Un rispetto che, sottolinea, “nasce da un atteggiamento interiore di apertura e fiducia in Dio”.

Il filo del giorno: due documenti pubblicati nello stesso giorno, due registri diversi. Nel Messaggio il Papa chiede di riconoscere Cristo nel bambino che arriva da una frontiera, nella lettera di riconoscerlo nel mistero celebrato con cura. In entrambi la dignità non si delega: si custodisce.