Leone, il filo del giorno ·

Ai vescovi latini nelle terre arabe: “Non abbiate paura della vostra piccolezza”

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Foto della puntata del 3 settembre 2026: Ai vescovi latini nelle terre arabe: “Non abbiate paura della vostra piccolezza”
Foto Vatican Media

Due udienze che parlano di vocazione e resistenza. I vescovi della CELRA, che guidano comunità cristiane in Medio Oriente e nel Golfo, e i seminaristi di Molfetta e Aversa.

Alla Conferenza Episcopale Latina nelle Regioni Arabe, Leone XIV comincia dai martiri: suor Leonella Sgorbati, le Missionarie della Carità uccise nello Yemen, i tanti caduti in Iraq e Siria. “I loro nomi forse non sono conosciuti dal mondo, ma sono ben noti a Dio”. Poi il cuore del discorso, davanti a comunità sempre più fragili per l’emigrazione: la fecondità della Chiesa non si misura nei numeri, nelle strutture o nelle risorse, ma nella fedeltà al Vangelo. Una comunità piccola vale “non perché cerca il potere, ma perché serve; non perché risponde alla violenza con altra violenza, ma perché oppone alla forza la carità”.

Raccomandazioni concrete: cura delle famiglie e dei giovani, attenzione ai migranti numerosi nel Golfo, dialogo con musulmani e altre tradizioni. “Dialogare non significa rinunciare alla propria identità, ma viverla senza paura dell’incontro”. E la consegna finale: “Non siete chiamati a risolvere tutti i problemi delle vostre terre, ma a essere fedeli. La semina appartiene a voi; la crescita appartiene a Dio”.

Ai seminaristi pugliesi e di Aversa, il Papa parte da Marco: Gesù salì sul monte e “chiamò a sé quelli che voleva”. Nessun concorso, nessuna graduatoria: “In un mondo che si affanna a celebrare l’autorealizzazione, nessuno di noi è qui perché se l’è meritato”. Difende il tempo del seminario contro chi lo giudica un lusso superato: “Non è un rinvio della missione, ma ne è la condizione”. E indica don Tonino Bello come modello. Il seminario deve essere “una scuola degli affetti”.

Il filo del giorno sta nel monte da cui si scende. Che si guidi una minoranza in terre di guerra o si è agli inizi del cammino, Leone XIV ripete: l’incontro con Cristo non mette al sicuro, manda.