Leone, il filo del giorno ·

All’Udienza: “Non è possibile restare spettatori disinteressati”

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Foto della puntata del 2 settembre 2026: All’Udienza: “Non è possibile restare spettatori disinteressati”
Foto Vatican Media

Si apre un nuovo ciclo di catechesi: dopo la Sacrosanctum Concilium, Leone XIV affronta la Gaudium et spes e il rapporto tra Chiesa e mondo contemporaneo.

Il Papa parte da Giovanni XXIII e dal suo dissenso verso i “profeti di sventura”, quelli che “arrivano fino al punto di comportarsi come se non avessero nulla da imparare dalla storia”. La Gaudium et spes, spiega, non è ingenuo ottimismo ma “rinnovata fedeltà al Mistero di Cristo” che scelse di condividere la nostra vita. Da qui l’esigenza di uscire “da ogni passività e indifferenza”: non si può restare spettatori, occorre “ascoltare con il cuore, lasciarsi interpellare, farsi coinvolgere”.

Il passaggio più tagliente arriva sulle contraddizioni del presente, che la condivisione cristiana obbliga a smascherare: un progresso scientifico che offre nuove possibilità “solo ad alcuni”; ricchezze e potenza economica che lasciano “una grande parte degli abitanti del globo ancora tormentata dalla fame”; e la consapevolezza che è in gioco il futuro del pianeta accompagnata dall’incapacità di rinunciare al consumo egoistico e all’illusione che la guerra sia una via efficace per costruire la pace. Citando Francesco, ribadisce che l’opzione per i poveri “è una categoria teologica prima che culturale, sociologica, politica o filosofica”.

Il filo del giorno sta nella Chiesa che non guarda da lontano. Al primo passo del nuovo ciclo, Leone XIV ricorda che la kenosi di Cristo non è un modello del passato: va realizzata oggi, a ogni livello.