Messa per il Creato: “Non è ancora troppo tardi”, ascoltiamo “la voce melodiosa della creazione”

Nella Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, Leone XIV celebra la Messa nel Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si’, a Castel Gandolfo. Si apre il Tempo del Creato, cinque settimane che si chiuderanno il 4 ottobre.
L’omelia parte dalle Letture: il libro della Sapienza, il Salmo 18, il Vangelo degli uccelli del cielo e dei gigli del campo. “È superficiale fermarsi alla contemplazione del fuoco, del vento, dell’acqua impetuosa o delle stelle del cielo senza risalire al Creatore di tanta meraviglia.” E se Dio provvede a piante e animali, “quanto più sarà attento alle esigenze dei suoi amati figli e figlie”. L’invito più concreto arriva con un’immagine presa dalla tecnologia: mettere in “modalità silenziosa” i rumori delle opere umane.
Dalla contemplazione, dice il Papa, nasce la coscienza della responsabilità. E riprende dal suo Messaggio per la Giornata la chiamata profetica di Isaia a “forgiare le spade in vomeri”: “Non è ancora troppo tardi. Ciò che è stato usato per la distruzione può essere reindirizzato verso la vita, per la cura dei poveri, il nutrimento degli affamati e la salvaguardia del creato.” La conversione ecologica, precisa, è quella in cui “gli effetti dell’incontro con Gesù Cristo si manifestano con evidenza nel rapporto con il mondo che ci circonda”.
Il Tempo del Creato si chiuderà il 4 ottobre, ottavo centenario del Transito di San Francesco. Leone XIV ricorda che proprio dal Poverello Papa Francesco trasse ispirazione per la Laudato si’ e per la nascita di questo Borgo. L’omelia si conclude con i versi del Cantico delle creature, recitati come preghiera comune.
Il filo del giorno sta nella conversione che parte dal silenzio. Prima di cambiare il mondo, Leone XIV chiede di abbassare il volume e guardare cosa c’è già.