Ai giovani allo Stade de France: “Siete voi, i santi francesi”. All’Unesco: “La vita è dono, non merce”

Primo giorno in Francia. Eliseo, UNESCO, Notre-Dame e ottantamila giovani a Saint-Denis. In volo Leone XIV aveva anticipato il senso del viaggio: “Vado come discepolo di Gesù Cristo desideroso di proclamare la pace di Cristo in tutto il mondo.”
All’Eliseo, davanti a Macron e al corpo diplomatico, l’appello più politico: mettere al bando le armi nucleari, ridurre gli armamenti, non rassegnarsi mai “alla prospettiva di una guerra considerandola inevitabile”. Ricorda le proprie radici normanne e bearnesi, elogia il restauro di Notre-Dame come prova che “ciò che si credeva distrutto per sempre può rinascere”, e denuncia le derive che trasformano scienza e tecnologia in imprese lucrative: manipolazioni genetiche, maternità surrogata, acquisto di organi, “l’offerta di una morte programmata”. Sulla laicità, una laicità giusta non esclude la religione dalla sfera pubblica.
All’Unesco, primo Papa dopo Giovanni Paolo II nel 1980, parla in inglese di Babele e Pentecoste. “La più terribile delle opere umane è la guerra, poiché in essa la scienza stessa è posta a servizio di una volontà disumana.” Sull’intelligenza artificiale il passaggio più tagliente: mentre l’intelligenza viene attribuita ai sistemi computazionali, fatichiamo a riconoscere la dignità inalienabile delle persone.
A Notre-Dame, primo Pontefice nella cattedrale restaurata, i Vespri con vescovi, clero, consacrati e seminaristi. La ricostruzione diventa modello di accoglienza e partecipazione.
Allo Stade de France ottantamila giovani, biglietti esauriti in mezz’ora. Papamobile, fuochi d’artificio, la Santa Tunica di Argenteuil esposta straordinariamente accanto a una reliquia della Croce. Alle domande di Chloé e François risponde che “è l’uomo che si perde, dicendo che Dio è morto”, e riconosce le fragilità di una generazione stanca degli schermi e in ansia per il clima. Poi la meditazione su Timoteo: evitare, tendere, combattere. Il criterio per scegliere: il bene dà la vita, non la toglie mai. A braccio, accolto da un boato: “Siete voi, i santi francesi!”
Il filo del giorno sta in una libertà che sceglie. Al Paese di libertà, uguaglianza e fraternità, Leone XIV ricorda che nessuna delle tre è una parola sul frontone.