“Agli algoritmi manca la scintilla dell’umano”. La Chiesa cerca un’alleanza con gli artisti

Nella Sala del Concistoro, una trentina tra artisti, architetti e curatori che lavorano con il Dicastero per la Cultura. Leone XIV propone loro un’alleanza e lo fa nel linguaggio del nostro tempo. In mattinata anche l’udienza a Kaja Kallas.
La prima parola è “grazie”, per il Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia. Il Papa ricorda l’allestimento del 2024 nel carcere femminile della Giudecca, visitato da Francesco: “Non si trattava di portare l’arte in carcere, ma di lasciare che il carcere, con la sua verità spesso rimossa, insegnasse qualcosa all’arte e a tutti noi”. Poi l’analisi che vale come diagnosi culturale. Viviamo nell’epoca dei motori di ricerca, che “restituiscono ciò che già esiste e tendono a darci ciò che già vogliamo”. Nell’età della tecnica il grande pericolo non è più la censura, ma l’appiattimento, “non solo il silenzio imposto, ma il rumore che rende impossibile ascoltare”.
L’arte, dice Leone XIV, è un altro genere di motore di ricerca: “Non procede per indicizzazione, ma per interrogazione”. Da qui il passaggio più citato della giornata. Tra l’arte e ciò che una macchina genera “per calcolo statistico a partire da milioni di immagini altrui” c’è “una differenza ontologica, prima ancora che estetica”. Riprendendo Paolo VI nel 1964, rilancia: “La Chiesa ha bisogno di voi”. L’alleanza che propone ha un obiettivo preciso, custodire l’umano.
Tra le udienze del mattino, Kaja Kallas, Alta Rappresentante per gli Affari Esteri dell’Unione Europea, a quattro giorni dal discorso di Metz sul riarmo e sul diritto internazionale. Ricevuti anche suor Alessandra Smerilli, prefetto per lo Sviluppo Umano Integrale, e monsignor Thibault Verny con monsignor Alí Herrera, presidente e segretario della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori.
Il filo del giorno sta in una scintilla che non si calcola. Dove la macchina rimescola ciò che già esiste, Leone XIV chiede agli artisti di continuare a fare domande.