Leone, il filo del giorno ·

Il Rosario dei bambini per la pace: “Cinquanta milioni di Ave Maria che salgono in Cielo”

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Foto della puntata del 1 ottobre 2026: Il Rosario dei bambini per la pace: “Cinquanta milioni di Ave Maria che salgono in Cielo”
Foto Vatican Media

Quattro giorni dopo l’appello lanciato a Lourdes, Leone XIV traduce in gesto la sua richiesta. Alla Grotta nei Giardini Vaticani prega il Rosario con centinaia di bambini romani, aprendo la settimana mondiale di “Un milione di bambini recita il Rosario”.

Tra settecento e mille bambini di scuole e parrocchie di Roma riempiono i Giardini. Il Papa arriva, depone insieme a un bambino un mazzo di fiori davanti alla Madonna, poi parla con un linguaggio che è tutto per loro. “Siete contenti di essere venuti? Soprattutto perché stasera ci siamo radunati per stare insieme alle due persone che ci amano più di chiunque altro.” Fa ripetere a tutti “ti voglio bene, Gesù, ti voglio bene, Maria”, poi la richiesta: la pace per tutti i bambini del mondo, “specialmente per quelli che vivono dove c’è la guerra”.

Leone XIV dà una misura a quella preghiera. Sono “cinquanta milioni di Ave Maria che salgono in Cielo da tutte le parti e in tutte le lingue della terra”, unite “come in un’unica, grandissima corona del Rosario, per abbracciare e stringere tra loro tutti i continenti, le razze e le nazioni”. L’Ave Maria viene recitata in più lingue, i bambini animano i misteri della luce con letture e riflessioni sui Paesi in guerra. Iniziative analoghe sono in preparazione dall’Amazzonia boliviana al Sudan, dallo Zimbabwe al Mozambico e alla Sierra Leone. La settimana si chiuderà il 7 ottobre, festa della Madonna del Rosario.

Nella giornata il Papa approva anche lo statuto della Fondazione “Donum Missionis”, nata dalla confluenza di Domus Missionalis e Domus Urbaniana. Si occuperà degli immobili dei Collegi del Dicastero per l’Evangelizzazione, che ospitano a Roma sacerdoti, religiose e seminaristi arrivati da Africa, Asia, America e Oceania per completare la formazione.

Il filo del giorno sta in una preghiera che non chiede abilità. Nella memoria di Teresa di Lisieux, che della piccolezza fece una via, Leone XIV affida la pace a chi non ha nessun potere di fermare le guerre.