Sul lavoro in Vaticano: “Le persone non vengano usate e scavalcate”. E le donne sono “una ricchezza da valorizzare”

Giornata di udienze con un filo preciso. Leone XIV parla di lavoro ai dipendenti vaticani, di riconciliazione ai coreani in vista della Gmg di Seul, di Balcani al premier sloveno.
All’Associazione Dipendenti Laici Vaticani e all’Associazione Donne in Vaticano, il Papa indica il dialogo come “strada maestra” e chiede una comunità di lavoro “dove le persone non vengano usate e scavalcate, dove ci si aiuti a vicenda, si riconosca a ciascuno il proprio valore e la propria competenza, evitando di generare insoddisfazioni e rancori”. Sulle sfide odierne, in particolare quelle dell’intelligenza artificiale, chiede di tenere desta l’attenzione sulla centralità della persona e sulla dignità del lavoro, che “non è un semplice strumento, ma esprime e accresce la dignità della nostra vita”. Sulle donne, una presenza che porta “competenza, capacità di discernimento, creatività e concretezza”. Citando Giovanni Paolo II, ricorda che la dottrina sociale non prevede lo slittamento delle rappresentanze sindacali “sul terreno della conflittualità o della lotta”.
Nella Sala Clementina, sacerdoti, religiose e religiosi coreani a Roma, molti impegnati nella preparazione della Gmg di Seul del 2027. Leone XIV chiede loro di essere uomini e donne di riconciliazione in un Paese segnato dalle divisioni, e di fare della diversità di provenienze “una risorsa per la sinodalità”. L’auspicio è che i giovani ricevano la fede dei martiri “per portarla sulle strade del mondo”.
In udienza il primo ministro sloveno Janez Janša, poi i colloqui con monsignor Gallagher. Al centro la situazione politica nei Balcani occidentali e le prospettive di integrazione europea della regione.
Il filo del giorno sta nel riconoscere chi lavora. Dagli uffici vaticani alle parrocchie coreane, Leone XIV ripete che nessun ruolo è una funzione da eseguire.