Leone, il filo del giorno ·

La luce del Presepe e l’ombra dell’odio

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Foto della puntata del 15 dicembre 2025: La luce del Presepe e l’ombra dell’odio
Foto Vatican Media

Un Presepe che custodisce la fede di un territorio; un albero che ricorda una speranza che non appassisce; un’opera costaricana che celebra migliaia di vite salvate. E poi, all’improvviso, la notte di Sydney. La giornata di Leone XIV è un incontro netto tra luce e tenebra: l’annuncio natalizio e il dolore del mondo, la tenerezza del Bambino e la violenza dell’uomo.

Davanti ai Donatori del Presepe dell’Aula Paolo VI e dell’Albero e del Presepe di Piazza San Pietro, il Papa legge i segni del Natale come frammenti di un’unica storia. Il Presepe di Nocera Inferiore-Sarno diventa un racconto di arte e radici, dove la grotta dice che “Dio si fa vicino all’umanità” e ci invita a ritrovare “momenti di silenzio e di preghiera”. L’albero arrivato dall’Alto Adige è “segno di vita”, con luci che richiamano Cristo “luce del mondo”. E la Natività del Costa Rica, con i suoi ventottomila nastri, parla delle vite preservate dall’aborto, trasformando l’arte in testimonianza. Al centro, la Vergine: non parola, ma “silenzio adorante”, custodia e stupore.

A questa luce, il Papa contrappone il dolore di Sydney: “Basta con queste violenze antisemitiche!” È una frase che interpreta l’intero pontificato: la pace come scelta radicale, la vita come bene non negoziabile, la fraternità come compito. Nella strage che ha colpito una comunità in festa per la Chanukkah, Leone XIV vede l’urgenza di una conversione del cuore e del linguaggio, la stessa che chiede ogni giorno.

Nel telegramma inviato – a nome del Papa – dal card. Parolin all’arcivescovo Fisher, emerge la vicinanza spirituale a chi soffre, la preghiera per la guarigione dei feriti e la speranza che “coloro che sono tentati dalla violenza cerchino la strada della pace e della solidarietà”. È la linea che unisce l’intera giornata: il Presepe che dice umiltà, l’albero che richiama speranza, la Natività che difende la vita, il cordoglio che implora pace.

Tra la bellezza del Natale e il grido di Sydney, Leone XIV indica ancora una volta la via: lasciare che la luce del Bambino illumini la storia, trasformando il dolore in preghiera e la fede in responsabilità.