“Magari finisca la guerra prima di Pasqua”: il Papa a Trump e la croce al Colosseo

Il martedì della Settimana Santa porta Leone XIV di nuovo davanti ai giornalisti a Castel Gandolfo. Due annunci, uno sull’immediato e uno sul venerdì: un appello a Trump e la decisione di portare personalmente la croce per tutte le quattordici stazioni della Via Crucis. Gesti che parlano da soli.
All’uscita da Villa Barberini, il Papa parla senza filtri. “Cristo ancora è crocifisso oggi, negli innocenti che soffrono per la violenza, l’odio e la guerra.” Alla domanda su una tregua per Pasqua risponde: “Magari una tregua, però ci sono segni adesso… magari finisca la guerra prima di Pasqua, speriamo.” In inglese, a chi gli chiede un messaggio per Trump: auspica che “stia cercando una via d’uscita, un modo per ridurre i bombardamenti, il che sarebbe un contributo significativo alla rimozione dell’odio che aumenta costantemente in Medio Oriente e altrove”. Poi l’appello a “tutti i leader del mondo”: “Tornate al tavolo, al dialogo. Che la pace, specialmente a Pasqua, possa regnare nei nostri cuori”.
Il secondo annuncio riguarda la Via Crucis di venerdì al Colosseo: Leone XIV porterà la croce per tutte e quattordici le stazioni. “Sarà un segno importante - spiega il Papa -: un leader spirituale che dice, Cristo ancora soffre. E porto tutta questa sofferenza nella mia preghiera.” Le meditazioni sono state affidate, su sua richiesta, a padre Francesco Patton, francescano già custode di Terra Santa: una scelta che non ha bisogno di spiegazioni, nel mezzo di una guerra che sta distruggendo la Terra Santa.
Il filo del giorno è la croce presa in mano, letteralmente. Leone XIV non delega il dolore a gesti simbolici: lo porta sulle spalle, passo dopo passo, davanti al mondo.