I laici, la lavanda e i dodici sacerdoti: il Papa nella Settimana Santa

Mercoledì Santo, ultima udienza generale prima del Triduo. Leone XIV parla ai laici come cuore pulsante della Chiesa, e intanto il Vicariato di Roma annuncia i nomi dei dodici sacerdoti cui laverà i piedi domani al Laterano.
All’Udienza Generale, la catechesi sulla Lumen gentium arriva al capitolo IV: i laici. Leone XIV parte da una citazione di Francesco — “i laici sono semplicemente l’immensa maggioranza del popolo di Dio, i ministri ordinati sono al loro servizio” — e rilegge uno dei passaggi più belli del Concilio: “Non c’è che un popolo di Dio scelto da lui: un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo”. Prima di ogni differenza di ministero, il Concilio afferma l’uguaglianza di tutti i battezzati. Il campo dell’apostolato laicale non si restringe alla chiesa: si allarga al lavoro, alla società civile, a tutte le relazioni umane. La Pasqua che si avvicina — chiude il Papa — rinnovi in tutti la grazia di essere, “come Maria di Magdala, come Pietro e Giovanni, testimoni del Risorto”.
Il Vicariato di Roma rende noti i nomi dei dodici sacerdoti cui Leone XIV laverà i piedi domani, Giovedì Santo, nella Messa in Coena Domini al Laterano. Undici di loro sono stati ordinati lo scorso anno, il primo anno del suo pontificato. Il dodicesimo è don Renzo Chiesa, direttore spirituale del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Una scelta che radica il gesto nella formazione e nei sacerdoti più giovani del presbiterato romano.
Il filo del giorno è il servizio prima del titolo. La catechesi sui laici e la lavanda dei piedi dicono la stessa cosa: nella Chiesa di Leone XIV, chi è primo si inginocchia.