Angola: Emmaus, Muxima e la tregua in Libano

Terza domenica di Pasqua, in Angola. Leone XIV celebra la Messa a Kilamba, recita il Rosario al Santuario di Mama Muxima, e nel Regina Caeli porta due notizie opposte: la tregua in Libano e l’intensificarsi degli attacchi in Ucraina.
Alla Messa sulla spianata di Kilamba, l’omelia parte dai discepoli di Emmaus e diventa storia dell’Angola. “Il conversare lungo la via di chi ripensa con sconforto a quanto è accaduto riporta alla memoria il dolore da cui questo vostro Paese è stato segnato: una lunga guerra civile, risorse sperperate, povertà”. Ma il Risorto cammina accanto: “Come i due di Emmaus riconoscono Gesù quando spezza il pane, anche noi dobbiamo riconoscerlo ovunque c’è una vita che diventa pane spezzato”. Leone XIV avverte contro forme di religiosità che “mescolano elementi magici e superstiziosi”: restate fedeli a ciò che insegna la Chiesa.
Al Santuario di Mama Muxima, Leone XIV guida il Rosario con i Misteri gloriosi. Parla del cuore di Maria come “limpido e sapiente, capace di conservare e meditare gli eventi straordinari della vita del Figlio di Dio” e chiede ai giovani di prendere la costruzione del nuovo Santuario come segno: “Anche a voi Maria affida un grande progetto: costruire un mondo migliore, dove non ci siano più guerre né ingiustizie”. Chiude con l’inno locale in lingua bantu: “Mama Muxima, tueza kokué, tutambululé - Mamma del cuore, veniamo a te, per offrirti tutto”.
Al Regina Caeli, dopo la Messa, le notizie dal mondo. Leone XIV esprime “profondamente” addolorato per il recente intensificarsi degli attacchi contro l’Ucraina “che continuano a colpire i civili”. 🇱🇧 Ma porta anche “un germoglio di speranza”: la tregua annunciata in Libano e incoraggia a renderla permanente in tutto il Medio Oriente.
Il filo del giorno è il cuore che non si chiude. A Kilamba come a Muxima, Leone XIV dice la stessa cosa: il dolore non è l’ultima parola, purché non si rimanga fermi al giorno della sconfitta.