Leone, il filo del giorno ·

Bata: il Papa alla prigione, al monumento delle vittime, allo stadio

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Foto della puntata del 22 aprile 2026: Bata: il Papa alla prigione, al monumento delle vittime, allo stadio
Foto Vatican Media

Penultimo giorno in Africa. Leone XIV comincia a Mongomo, dove benedice la prima pietra della futura cattedrale, poi vola a Bata per una giornata che tocca i luoghi più estremi: la prigione, il monumento alle vittime di un’esplosione, lo stadio con i giovani.

A Mongomo, nella Basilica dell’Immacolata Concezione, la Messa celebra i 170 anni di evangelizzazione in Guinea Equatoriale. L’omelia parte dagli Atti: una Chiesa perseguitata che cresce, segni prodigiosi che “generano grande gioia in tutta la città”. Leone XIV chiede ai fedeli di essere “costruttori di un futuro di speranza” e denuncia le disuguaglianze: “Penso ai più poveri, alle famiglie in difficoltà, ai carcerati costretti a vivere in condizioni igieniche preoccupanti”. Lascia in dono alla comunità il calice della Messa. Prima di entrare, aveva benedetto la prima pietra della futura cattedrale di Ciudad de la Paz.

Alla prigione di Bata, sotto la pioggia, Leone XIV dice ai detenuti: “Nessuno è escluso dall’amore di Dio”. Chiede che in carcere si possa studiare e lavorare con dignità. Poi: “Una vera giustizia cerca non tanto di punire, ma di aiutare a ricostruire la vita delle vittime, dei colpevoli e delle comunità ferite”. Uscito dal carcere, sempre sotto la pioggia, si ferma in preghiera silenziosa davanti al monumento alle vittime delle esplosioni del 7 marzo 2021 - almeno 107 morti, 600 feriti - e depone una corona di fiori. Nessun discorso: solo il silenzio e una corona di fiori.

Allo stadio di Bata, i giovani e le famiglie. Leone XIV ascolta testimonianze di una lavoratrice, un seminarista, una coppia, un adolescente che parla della responsabilità verso la vita che nasce. Risponde citando Giovanni Paolo II in Guinea Equatoriale nel 1982 e Francesco sull’Amoris laetitia: “La coppia che ama e genera la vita è la vera scultura vivente”. Ai giovani che sentono la chiamata alla vita consacrata: “Non temete: riceverete cento volte tanto”.

Il filo del giorno è la dignità nei luoghi dove nessuno guarda. Dalla prigione al monumento allo stadio, Leone XIV ripete che nessuna vita è scartabile, nemmeno quella che ha errato.